Nike e Hyperice insieme per creare Hyperboot, le scarpe pensate per riscaldamento e recupero

EB
Da Emma Bert

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Nike e Hyperice insieme per creare Hyperboot, le scarpe pensate per riscaldamento e recupero
© Nike

Con Nike si pensa subito alle scarpe da running pionieristiche con piastra in carbonio, quelle che hanno anticipato gli altri marchi e dato il via a una rivoluzione nel mondo della corsa. Oppure alla linea d’abbigliamento running Aeroswift. Il marchio dal celebre Swoosh non smette di innovare e sorprendere. Stavolta Nike ha alzato ancora l’asticella collaborando con Hyperice per lanciare Hyperboot. Questi stivali a compressione Normatec puntano ad aiutare gli atleti nella preparazione.

L’annuncio del lancio di Hyperboot, nata dalla collaborazione con Hyperice, ha riportato ancora una volta sotto i riflettori l’ingegno di Nike. Questo co-branding non passa inosservato. Hyperboot è una tecnologia indossabile pensata per migliorare il riscaldamento e il recupero, ottimizzando così le prestazioni. Migliore circolazione sanguigna, riduzione delle tensioni muscolari, attivazione neuromuscolare e recupero più rapido: le promesse del marchio sono molteplici.

Secondo Nike, questo paio di scarpe permette di preparare il corpo all’attività prima di una giornata di lavoro, di un allenamento o di una gara. La promessa dell’azienda è quella di offrire una sorta di calzatura che riscalda e massaggia piede e caviglia grazie a un sistema di compressione dinamica. Le scarpe si possono usare prima dell’allenamento, ma anche dopo, durante il recupero. Soprattutto, non obbligano chi le indossa a restare fermo in una posizione precisa e in uno spazio delimitato, come accade con i dispositivi più tradizionali.

Nike Hyperboot© Nike

Le sacche Normatec, dotate di due unità ad aria, sono collegate agli elementi riscaldanti distribuiti nella tomaia. Il calore viene diffuso uniformemente su tutta la tomaia, raggiungendo i muscoli e i tessuti del piede e della caviglia. Calore e livello di compressione si regolano tramite un pulsante sulla scarpa oppure a distanza, con l’app mobile Hyperice dedicata. Sono disponibili tre livelli di intensità e la temperatura può arrivare a 52 °C. Un aspetto interessante è la possibilità di impostare separatamente le due scarpe, in base alle proprie esigenze.

© Nike

A livello estetico, questi stivali assomigliano a scarpe piuttosto larghe e alte, che arrivano appena sopra la caviglia. Il design ricorda vagamente quello delle Nike Invincible Run 2, con la loro suola spessa e ampia, anche se quella di Hyperboot è più bombata. La calzata si chiude con due grosse fasce sulla parte superiore. Stivali massimalisti e futuristici, riconoscibili dal celebre Swoosh, ma tutto sommato sobri nei colori nero e grigio.

© Nike

Ho avuto la fortuna di essere tra le prime persone a provare Hyperboot e, onestamente, posso dire di essere rimasta subito impressionata. Ho sentito la differenza molto rapidamente, soprattutto durante gli allenamenti. Quando indosso Hyperboot, posso iniziare a riscaldarmi e recuperare restando comunque mobile. È un vantaggio enorme quando viaggio e sono spesso in movimento. Per una velocista come me, ogni millisecondo conta: avere piedi e caviglie già caldi significa essere più pronta a dare il massimo.

Sha’Carri Richardson, atleta Nike e tre volte campionessa del mondo nei 100 m e nella 4×100 m

Hyperice, specialista nel recupero sportivo

L’azienda fondata da Philip Knight e Bill Bowerman ha scelto di collaborare con Hyperice, società statunitense di tecnologia applicata alla salute, specializzata nel recupero sportivo. Questa collaborazione non nasce per caso. Nike apprezza lavorare con marchi alla ricerca di soluzioni innovative. Hyperice sviluppa prodotti per il recupero e il miglioramento dei movimenti del corpo, contribuendo ad alleviare i dolori muscolari. Presente in oltre 60 Paesi, l’azienda è molto conosciuta negli Stati Uniti tra i giocatori della NBA, ma anche tra tennisti e calciatori. Lo stesso Kobe Bryant aiutò il fondatore Anthony Katz a realizzare alcuni prototipi prima del lancio dell’azienda.

Il prodotto è stato testato da atleti di discipline diverse. Le loro impressioni hanno contribuito a dare forma a Hyperboot, sviluppata nell’arco di due anni. La velocista Sha’Carri Richardson e l’eptatleta Nafissatou Thiam hanno partecipato in particolare alla progettazione di questo modello. La prima ne ha sottolineato i vantaggi durante i viaggi, la seconda la possibilità di iniziare il riscaldamento senza rigidità muscolare.

Dalla nascita di Hyperice ci siamo ispirati molto a Nike, sia per la cura e l’innovazione che mettiamo nei nostri prodotti, sia per il rapporto con gli atleti. Questa collaborazione è il punto culminante di anni di lavoro tra i nostri due marchi, con l’obiettivo di offrire agli atleti scarpe e abbigliamento innovativi, pensati per migliorare prestazioni e recupero. E questo è solo l’inizio.

Anthony Katz, fondatore e presidente di Hyperice

Stivali a compressione… come normali scarpe

Utilizzabili da seduti, in piedi o in movimento, proprio come normali scarpe, Hyperboot si distingue per la sua praticità. I dispositivi tradizionali per la compressione sono spesso ingombranti e difficili da trasportare, per esempio sul luogo di una gara. È qui che la collaborazione fa la differenza: queste scarpe alte funzionano a batteria e possono quindi essere usate facilmente ovunque.

Nike e Hyperice rendono più accessibile un tipo di attrezzatura che si trova soprattutto negli studi di fisioterapia. Queste scarpe da 1,7 kg, dal design impossibile da ignorare, sono disponibili alla modica cifra di 750 €. Un prezzo discutibile, visto che a questa cifra si trovano sistemi completi per la pressoterapia. Noi di Marathons.com restiamo piuttosto scettici, perché la pressoterapia è interessante quando il dispositivo comprime l’intera gamba, non soltanto piedi e caviglie. Il vantaggio di apparecchi di questo tipo è preparare le gambe allo sforzo o accelerare il recupero dopo l’esercizio. Concentrarsi solo sui piedi può sembrare insufficiente e forse poco efficace per molti runner.

Con gli stivali Hyperboot, Nike e Hyperice si propongono come pioniere nella creazione di calzature per il recupero. Pratica, poco ingombrante e utilizzabile ogni giorno, la scarpa ha nella semplicità d’uso il suo principale punto di forza. Questo modello a compressione e riscaldamento potrebbe essere il primo passo verso una maggiore diffusione dei dispositivi per la pressoterapia. Resta da capire se prezzo e peso riusciranno a conquistare il pubblico oltre la cerchia degli atleti d’élite, spesso legati al marchio da contratti di sponsorizzazione. I creatori hanno lasciato intendere che la collaborazione tra le due aziende non finirà qui.

Hyperboot è disponibile sul sito Nike