Saucony Endorphin Azura: test e recensione dopo 200 km
La nuova Saucony Endorphin Azura è stata una delle novità più interessanti dell’inizio 2026. Questo modello della gamma Endorphin porta un po’ di divertimento negli allenamenti quotidiani con una promessa semplice ma ambiziosa: essere una scarpa capace di fare tutto. Pensata come daily trainer versatile, colma il vuoto lasciato dalla scomparsa della Endorphin Shift nella gamma Saucony, riprendendo al tempo stesso alcuni elementi dei modelli più performanti, come la Endorphin Elite. Dopo averla utilizzata per oltre 200 chilometri, tra corsa lenta, lavori più brillanti e lunghi, una cosa è certa: questa Azura non passa inosservata. Ecco tutto quello che c’è da sapere su una scarpa che spunta molte caselle.
Come avrete sicuramente notato, il segmento delle super trainer è in pieno boom. Sono scarpe versatili, ben ammortizzate, capaci di accompagnarvi sia negli allenamenti di velocità sia nei lenti e nei lunghi. In casa Saucony, la linea Endorphin Speed ricopriva più o meno questo ruolo, grazie alla schiuma PWRRUN PB e alla piastra in nylon, capaci di offrire reattività e comfort notevoli. Con questa nuova Endorphin Azura, Saucony propone un’alternativa interessante. Senza piastra, ma con più schiuma PWRRUN PB sotto il piede e un rocker anteriore ancora molto marcato, è una scarpa ideale per chi cerca una daily trainer capace di correre forte e a lungo.
Condizioni del test
➜ Clément: Corridore esperto, in preparazione per la Maratona di Londra, ho percorso oltre 200 chilometri con la Saucony Azura, principalmente su strada. Ho usato la scarpa soprattutto per corse lente a ritmo di fondo, due lunghi a ritmo sostenuto (32 e 34 km) e alcune sessioni alla soglia.
➜ Emma: Atleta in preparazione per la stagione estiva sui 5000 metri. Ho percorso oltre 100 chilometri su strada, sterrato e tapis roulant con la Saucony Endorphin Azura, affrontando sessioni diverse: soglia, VMA, salite e alcune corse facili. L’obiettivo era valutarne il comportamento a intensità differenti.
Calzata e comfort
➜ Clément: Per quanto riguarda la calzata, Saucony resta fedele a ciò che sa fare. La tomaia in mesh è molto traspirante e tecnica. Forse fin troppo tecnica. Per me manca un po’ di comfort: quando la si indossa non restituisce una vera sensazione da “pantofole”. Ho scelto la mia taglia abituale e la calzata è classica, né troppo stretta né troppo larga, con una buona tenuta generale del piede. Nei lunghi, però, ho avvertito qualche sfregamento ai mignoli di entrambi i piedi. In realtà il problema era nella zona del mesopiede, proprio dove inizia il rocker. Dopo alcune uscite il piede si è abituato alla scarpa e non ho più avuto problemi. Il tallone è ben bloccato grazie ad alcuni elementi rigidi integrati nella struttura, che trasmettono una reale sensazione di sicurezza. Durante le mie corse non ho notato alcun movimento del tallone.
➜ Emma: Dal mio punto di vista, questa scarpa non è necessariamente la scelta ideale per le corse lente. Abituata alle Nike Vomero 18 e Vomero Plus, non ho ritrovato quella sensazione di comfort avvolgente e rassicurante. Il feeling è vicino al terreno, piuttosto rigido e fermo, con una sensazione di ammortizzazione contenuta e un rocker molto pronunciato verso l’avampiede. Questi elementi non disturbano quando si corre forte, ma diventano più evidenti ai ritmi lenti. È un aspetto che fa sorgere qualche dubbio anche sulla durata del modello. Essendo abituata a macinare un volume settimanale consistente, non sarebbe la scarpa che sceglierei per accumulare chilometri. La tomaia è chiaramente orientata alla performance: la traspirabilità è buona e il piede resta ben fermo, anche se la tenuta nell’avampiede potrebbe essere migliorata.
Prestazioni
➜ Clément: Fin dalle prime uscite, ciò che colpisce della Endorphin Azura è la capacità di adattarsi bene praticamente a qualsiasi ritmo. L’ho usata soprattutto per corse lente a ritmo di fondo, ma anche per lavori alla soglia, salite e lunghi. E ogni volta la scarpa risponde bene. Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è la sensazione di accompagnamento sotto il piede: il celebre rocker SpeedRoll. La schiuma PWRRUN PB offre inoltre un buon ritorno di energia, anche se non è la mescola più performante del marchio. Non è una schiuma ultra-morbida. Al contrario, la sensazione è piuttosto ferma, ma c’è abbastanza dinamismo per continuare a divertirsi anche nei lunghi. Il piede non affonda mai nella scarpa e, quando si accelera, la Azura cambia chiaramente registro.
Come spesso accade con la gamma Endorphin di Saucony, più della schiuma è la geometria dell’intersuola a determinare le sensazioni di corsa. Qui ritroviamo il rocker SpeedRoll molto pronunciato nell’avampiede, che invita naturalmente a completare la rullata. A ritmo tranquillo può dare una leggera sensazione di rigidità o di lunghezza durante la fase di appoggio, ma non è nulla di fastidioso una volta trovato il proprio ritmo. Quando invece il passo aumenta, tutto diventa più fluido e naturale. È proprio in quei momenti che la scarpa dà il meglio. L’ho provata in particolare su due lunghi oltre i 30 km e ho avuto davvero la sensazione di essere proiettato in avanti a ogni passo. L’ammortizzazione è dinamica e sufficientemente protettiva. Il giorno dopo ho potuto proseguire gli allenamenti senza particolari strascichi muscolari, anche grazie alla generosa quantità di schiuma sotto il piede, che assorbe bene gli impatti.
➜ Emma: Indossandola, la prima caratteristica che si percepisce è la leggerezza, insieme a un rocker SpeedRoll molto aggressivo che favorisce una naturale transizione in avanti. Elementi che collocano subito il modello nel territorio delle sessioni veloci. Ho usato soprattutto questa scarpa per lavori in zona SV1 e SV2, ma anche per salite, pista e tapis roulant. L’ho provata anche nei lenti, ma in questo caso mi ha convinta meno, per la mancanza di comfort e morbidezza.
Nelle ripetute ho apprezzato la transizione in avanti e il livello di reattività. Mi è piaciuta meno l’intersuola piuttosto rigida, che rende l’impatto al suolo più secco, soprattutto a ritmo lento. Quando la velocità aumenta, la scarpa diventa una vera alleata, con un efficace ritorno di energia. Il modello è particolarmente adatto ai lavori tempo, dove esprime appieno il proprio potenziale. Le sensazioni nelle corse in progressione ne mostrano bene le qualità. A 5’00/km il comportamento resta neutro. A 3’45/km la transizione si fa più evidente, l’intersuola diventa più reattiva e la spinta in avanti risulta più fluida e naturale.
La Azura si avvicina alle scarpe da gara, ma senza piastra in carbonio: un’alternativa interessante per inserire intensità in allenamenti di ogni tipo senza ricorrere a una piastra. Forse è proprio questo il limite delle daily trainer oggi così diffuse: modelli versatili, adatti a sessioni non specifiche. Non eccellono in un ambito preciso, ma sono equilibrati senza avere un punto di forza netto. Per un runner di buon livello che non vuole moltiplicare le scarpe, la Azura è un’alternativa coerente. Al contrario, potrebbe deludere un atleta più esperto, abituato a usare modelli specifici per ogni tipo di allenamento.
Scheda tecnica – ENDORPHIN AZURA
Categoria: scarpa da allenamento quotidiano, daily trainer premium
Utilizzo: corsa quotidiana, lungo, sessioni tempo
Schiuma: PWRRUN PB (PEBA)
Tecnologia: rocker SpeedRoll
Suola esterna in gomma XT-900
Superficie: strada
Livello: tutti i runner
Peso: 212 g (donna) / 240 g (uomo)
Altezza intersuola: 40 mm / 32 mm
Drop: 8 mm
Disponibile dal 1° febbraio 2026
Prezzo: 160 €
Modelli simili: New Balance Revel v5, Asics Superblast 2, Adidas EVO SL
Stabilità
➜ Clément: Anche se la Endorphin Azura è una scarpa neutra, offre una buona stabilità. La struttura è poco flessibile, la piattaforma abbastanza larga e la schiuma relativamente ferma: nel complesso, la sensazione sotto il piede è sicura. Con il rocker si avverte una spinta netta in avanti, che può rendere scomoda la camminata. Secondo me non è assolutamente un modello fatto per camminare, ma solo per correre. È un aspetto importante da sottolineare se cercate una daily trainer da indossare anche tutti i giorni: esistono opzioni molto più adatte.
➜ Emma: La Azura resta stabile su strada, un po’ meno sui sentieri, in linea con il suo posizionamento. La suola è larga, vicina al terreno e poco ingombrante: evita così quella sensazione di stare sopra la scarpa, comune in molti modelli e potenzialmente penalizzante per la stabilità. Le sensazioni sono abbastanza naturali e ci si abitua rapidamente alla struttura. Un vantaggio per chi non ama le scarpe con un’altezza elevata. Il grip della gomma XT-900 è migliorabile, soprattutto sul bagnato, cosa non rara in questo segmento. Il drop di 8 mm rientra in una configurazione classica e contribuisce a una transizione fluida, coerente con la marcata spinta in avanti.
Durata
➜ Clément: Dopo 200 chilometri, le condizioni generali della scarpa sono buone, ma i segni di usura sulla parte esterna della suola sono chiaramente visibili. Ho notato che questo tipo di usura è sistematico su tutti i modelli Saucony che utilizzo. Ho un appoggio di mesopiede, ma con la fatica accumulata e le gambe leggermente arcuate tendo a supinare nella parte finale dei lunghi, caricando maggiormente il bordo esterno della suola. Ho constatato che la gomma della suola esterna non protegge abbastanza. Dal punto di vista delle prestazioni, la schiuma conserva ancora le sue proprietà di rimbalzo e ammortizzazione e il modello potrebbe probabilmente arrivare a 600 km. Ma difficilmente oltre. È un punto debole, soprattutto per una scarpa pensata come soluzione unica. Da un modello di questo tipo ci si aspetta una buona durata nel tempo, mentre la vita utile della Azura sembra inferiore a quella delle concorrenti.
➜ Emma: La leggerezza estrema della scarpa mi faceva dubitare della sua durata. Per questo ho evitato di usarla nelle corse facili. La sensazione è stata confermata: dopo circa cento chilometri, la suola mostra già alcuni segni di usura. La durata non è il suo punto forte e la scarpa si consuma piuttosto rapidamente. La schiuma, invece, non mostra perdita di dinamismo né cedimenti. Per una scarpa da allenamento quotidiano con cui accumulare chilometri, è abbastanza deludente. Un modello di questo tipo dovrebbe offrire una certa durata e permettere di ridurre la rotazione. Usata in esclusiva, la scarpa raggiungerà presto i suoi limiti, a differenza di una Nike Pegasus o di una New Balance 1080v15, che sembrano più robuste.
Traspirabilità
➜ Clément: La tomaia in mesh è molto traspirante e dà quasi la sensazione di avere ai piedi una scarpa da gara. Saucony ha puntato sulla leggerezza dei materiali, con una tomaia a due strati: una maglia strutturale esterna con piccoli fori e un secondo strato interno con aperture più ampie. Nel complesso è una tomaia molto solida considerando il prezzo. Non è il mesh più confortevole sul mercato, ma è molto efficace. La ventilazione è ottima, anche dopo lunghi di oltre due ore.
➜ Emma: Il mesh, vicino a quello di un modello da gara, garantisce un’ottima traspirabilità. La tomaia a doppio strato è efficace e impedisce al piede di surriscaldarsi. Un punto di forza per chi cerca leggerezza e tecnicità. La ventilazione funziona bene, ma a scapito del comfort, che potrebbe essere migliore.
Peso
➜ Clément: Con un peso di 240 grammi nella versione uomo e 212 grammi in quella donna, la scarpa impressiona per la leggerezza. Considerata la quantità di ammortizzazione sotto il piede, è un notevole risultato tecnico. Durante lo sforzo si fa dimenticare rapidamente, ancora di più quando il ritmo aumenta.
➜ Emma: La leggerezza si percepisce immediatamente, già prendendola in mano. È una sensazione sorprendente, soprattutto perché l’ammortizzazione resta confortevole e dinamica. Fin dai primi passi, la scarpa ricorda un modello da gara, rendendola ideale per chi cerca una daily trainer senza peso superfluo.
Confronto con la concorrenza
➜ Clément: La scarpa si inserisce in un segmento molto competitivo, insieme a modelli come adidas Evo SL e New Balance Rebel V5: scarpe dinamiche, versatili e senza piastra. Si distingue per il rocker estremamente pronunciato e per sensazioni di corsa piuttosto ferme sotto il piede. Con 40 mm di schiuma, è capace di affrontare anche le distanze più lunghe e la versatilità è il suo principale punto di forza. Dalla corsa facile di 40 minuti al lungo impegnativo di 35 km, la sua versatilità sorprende e conquisterà molti runner.
➜ Emma: Nel segmento delle daily trainer, la Azura si presenta come un modello coerente, anche se forse non il migliore. Leggerezza, dinamismo e sensazione di transizione in avanti: è una scarpa orientata alla performance, senza piastra, per gli allenamenti quotidiani. Questa Saucony può ricordare una Nike Zoom Fly 6 o una New Balance 1080v15, ma con un livello di reattività forse superiore. Ho apprezzato meno l’intersuola molto rigida. In questo segmento la carenza di comfort si avverte chiaramente, nonostante sia un aspetto cruciale per una scarpa di questa categoria. Il suo potenziale emerge invece ai ritmi più alti, quando le sensazioni di corsa sono nettamente migliori rispetto a quelle offerte alle andature lente.
Rapporto qualità-prezzo
➜ Clément: A 160 €, la Saucony Endorphin Azura è semplicemente una delle migliori scarpe sul mercato per rapporto qualità-prezzo. A questo prezzo se la gioca con la adidas Evo SL, che offre una schiuma più dinamica, ma la Azura ha il merito di poter coprire distanze più lunghe e gestire volumi maggiori. A questo prezzo è davvero un colpaccio.
➜ Emma: Il prezzo di 160 € è un punto di forza. In un momento in cui i prezzi delle scarpe continuano a salire, Saucony propone un’opzione competitiva, probabilmente tra le più accessibili del segmento.
Verdetto finale
➜ Clément: Mi è piaciuto moltissimo correre con questa Azura. Grazie al rocker estremamente pronunciato nell’avampiede, è entrata rapidamente nella mia rotazione, soprattutto per i lunghi, che preferisco correre senza piastra in carbonio. Ciò che mi impressiona è la sua versatilità. È davvero una scarpa che si infila senza pensarci. Oggi, se dovessi portare un solo paio in viaggio, sceglierei questa. Non cerca di essere la più veloce, né la più confortevole, né la più tecnica… ma riesce a essere sufficientemente valida in tutto. Ho anche notato l’assenza di particolare affaticamento muscolare il giorno dopo gli allenamenti, nonostante i lunghi impegnativi durante la preparazione maratona. Merito anche dell’ammortizzazione, che svolge egregiamente il suo lavoro. Per la prossima versione, spero comunque che Saucony lavori su un mesh un po’ più confortevole. Da una daily trainer mi aspetto qualcosa in più sul piano del comfort.
➜ Emma: Il mio giudizio è più sfumato rispetto a quello di Clément. La considero una scarpa versatile, senza un ambito di eccellenza netto, e forse questo è il limite intrinseco di questo tipo di modello. Apprezzo le scarpe molto performanti in un settore specifico, perciò tendo a preferire una rotazione ampia. L’ammortizzazione è corretta e il dinamismo è addirittura notevole alle intensità più sostenute. Ho apprezzato meno la struttura molto rigida, la leggerezza estrema e quindi la durata limitata, soprattutto nel mio caso, dopo una recente operazione al piede che mi rende particolarmente sensibile su questo aspetto. Il comfort è sottotono, ma coerente con una tomaia fortemente orientata alla performance. Il suo potenziale emerge soprattutto nelle salite, nei lavori alla soglia o nelle corse in progressione, quando il ritmo aumenta e la transizione in avanti si fa più evidente.
Per chi è indicata?
✔ Runner che cercano un modello versatile capace di fare tutto
✔ Chi ama i rocker pronunciati, ovvero i fedelissimi di Saucony
✔ Runner che preferiscono una sensazione di ammortizzazione ferma
✔ Chi vuole una daily trainer performante a un prezzo ragionevole
La Saucony Endorphin Azura è una scarpa versatile, affidabile e divertente, adatta a un pubblico molto ampio. È una delle sorprese più interessanti dell’inizio 2026. Che la si voglia inserire in una rotazione o usare come unico modello capace di fare tutto, ha molte frecce al proprio arco. Corse facili, lavori tempo, lunghi: è una scelta affidabile. A soli 160 €, nonostante la tendenza generale al rialzo dei prezzi, Saucony resta con i piedi per terra, per la gioia della comunità dei runner.
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