Test e recensione delle Salomon S/LAB Phantasm 3: prestazioni, comfort e leggerezza

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Da Alanis Duc

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Test e recensione delle Salomon S/LAB Phantasm 3: prestazioni, comfort e leggerezza
© Alanis Duc

Il debutto della nuova scarpa con piastra in carbonio non è passato inosservato. Dopo il lancio a Parigi e una campagna costruita attorno a immagini in galleria del vento degne dei migliori team ciclistici, le nuove Salomon S/LAB Phantasm 3 danno nuovo slancio al marchio alpino nel road running. Salomon è già uno dei leader dell’outdoor, ma sulla strada serviva ancora un salto di qualità. Con questa terza versione della Phantasm, il brand si riavvicina ai migliori modelli con piastra in carbonio sul mercato. Abbiamo testato le Salomon S/LAB Phantasm 3 in diverse sessioni: ecco le nostre impressioni.

Il giusto equilibrio tra prestazioni, comfort e leggerezza

Salomon parte forte in questo inizio d’anno con una campagna marketing di alto livello, ma soprattutto con importanti aggiornamenti al suo modello con piastra in carbonio. Il marchio di Annecy ha investito risorse e competenze nello sviluppo di una scarpa da competizione destinata ai runner élite. A colpire sono il design sorprendente, quasi futuristico, e l’introduzione di una ghetta.

I test in galleria del vento sono stati realizzati in collaborazione con gli ingegneri del marchio Swiss Ride. I risultati comunicati da Salomon sono notevoli: una riduzione della resistenza aerodinamica compresa tra il 16% e il 28% rispetto alla Phantasm 2, pari a un guadagno di 18 secondi su una maratona corsa in 2h06. Un lavoro durato oltre due anni in un ambito ancora inesplorato. Salomon è riuscita inoltre a realizzare un modello performante, ma anche molto confortevole e leggero. Con soli 199 grammi sulla bilancia, questa scarpa si colloca accanto ai modelli con piastra in carbonio più leggeri sul mercato.

Grazie a una nuova intersuola, la Phantasm 3 offre più schiuma pur rimanendo entro i limiti imposti da World Athletics (39/33 mm). Gli ingegneri Salomon hanno scelto una schiuma supercritica optiFOAM+ a base di PEBA, più morbida e reattiva, abbinata a una piastra in carbonio energyBLADE a tutta lunghezza, dalla forma a cucchiaio. Correre con una scarpa in carbonio diventa così particolarmente piacevole, e questo gioiello tecnologico dovrebbe convincere molti specialisti della strada.

La Phantasm 3 è riservata ai runner élite?

Salomon non fa concessioni: la nuova punta di diamante del marchio alpino non è adatta a tutti i runner. Se i team di sviluppo hanno spinto i test fino alla galleria del vento, è evidente che questa scarpa non è stata progettata per il grande pubblico. I vantaggi si percepiscono a partire dai 15 km/h, un ritmo ben superiore alla media dei maratoneti.

Al di là dei benefici aerodinamici, le scarpe con piastra in carbonio in genere non sono adatte ai runner che corrono nella seconda metà del gruppo. Questo nuovo modello non è certo una scarpa da allenamento facile, ma un’autentica specialista da gara. A chi si rivolge, quindi, questa nuova scarpa con piastra in carbonio?

➜ Ai runner esperti e agli élite
➜ A chi cerca un reale guadagno prestazionale
➜ A chi punta al proprio record personale su strada, dai 5 km alla maratona
➜ Agli appassionati di innovazione e attrezzatura, che non potranno fare a meno di provare questo nuovo modello

Salomon Phantasm 2 VS Phantasm 3: cosa è cambiato

Rispetto alla versione 2, la Phantasm 3 segna un’evoluzione evidente verso le prestazioni sulla maratona. La V3 è più leggera di circa il 10%, grazie a una costruzione più affusolata e aerodinamica, con una tomaia “a portafoglio” che copre i lacci e una geometria studiata per ridurre la resistenza durante la corsa. I test in galleria del vento indicano una riduzione della resistenza fino al 28% rispetto alla V2.

Adotta inoltre un drop più basso, 6 mm contro 9 mm, e una schiuma optiFOAM+ arricchita con PEBA, che offre un’ammortizzazione più generosa e reattiva. Il risultato è una sensazione leggermente più confortevole e protettiva sulle lunghe distanze, senza rinunciare alla reattività. Al contrario, alcuni runner abituati alla V2 potrebbero percepire un comportamento diverso. Con la sua ammortizzazione più ferma e il drop più alto, la V2 sembrava a volte più nervosa e incisiva, mentre la V3 punta chiaramente sull’efficienza aerodinamica e sul comfort in maratona, mantenendo un’elevata propulsione.

Scheda tecnica – Salomon S/LAB Phantasm 3

  • Categoria: scarpa con piastra in carbonio

  • Utilizzo: gara su strada, dai 5 km alla maratona

  • Schiuma: optiFOAM+ supercritica (PEBA)

  • Piastra in carbonio energyBLADE

  • Suola: gomma Contagrip

  • Superficie: strada

  • Livello: runner esperti ed élite

  • Peso: 199 g, il 10% in meno rispetto alla Phantasm 2

  • Altezza suola: 39 mm al tallone, 33 mm all’avampiede

  • Drop: 6 mm

  • Prezzo: 280 €

  • Approvata da World Athletics

Test sul campo delle Salomon S/LAB Phantasm 3

Nella gamma strada, per me si tratta del primo test di un modello Salomon. Una volta presa in mano la scarpa, ho subito notato la leggerezza delle Salomon S/LAB Phantasm 3. Un gioiello da 199 grammi dal design futuristico. Mi ha colpito immediatamente la suola, sottile e, a prima vista, piuttosto “slick”. Mi sono chiesta se l’aderenza sarebbe stata sufficiente su un terreno molto bagnato. Un altro dettaglio curioso era la schiuma. Molto morbida e confortevole, mi chiedevo quanto fossero buone la stabilità e la durata della scarpa per runner un po’ più pesanti. Ho quindi deciso di testare queste Salomon S/LAB Phantasm 3 in diverse sessioni su strada e con condizioni meteo differenti.

Test in una sessione a ritmo maratona

Questa terza versione della Phantasm sembra dare il meglio sulla distanza regina. Per il primo test vero e proprio avevo scelto ripetute brevi e un’uscita non troppo lunga, così da prendere confidenza con la scarpa. Durante la seconda uscita ho capito che si trattava davvero di una piccola gemma. Dopo 30 minuti di riscaldamento a ritmo facile, ho corso due ripetute da 20 minuti a ritmo maratona. Ho apprezzato subito la reattività della scarpa, ma soprattutto il comfort offerto da questa Phantasm 3. Di solito preferisco le scarpe con piastra in nylon a quelle in carbonio. Non ho potuto che constatare l’efficacia del modello. A parità di ritmo, con questo nuovo gioiello Salomon mi sentivo davvero più sciolta. L’unico limite che ho riscontrato è la stabilità, che a mio avviso non è tra i punti di forza della scarpa.

Test in una sessione a ritmo 10 km

Dopo aver provato la scarpa a ritmo maratona, ho voluto spingere il modello su ritmi più elevati e ripetute più brevi. Ancora una volta sono rimasta colpita dalla reattività, ancora più evidente alle velocità superiori. Il comfort delle Salomon S/LAB Phantasm 3 è davvero notevole. Inoltre, il rumore della piastra in carbonio è quasi impercettibile, se non del tutto assente. Ho avuto la sensazione di indossare una scarpa da allenamento comoda, ma con la reattività di un modello in carbonio. A mio avviso è uno dei grandi punti di forza della scarpa. Come già notato nell’uscita a ritmo maratona, ho trovato la stabilità un po’ limitata.

Phantasm 3: prestazioni, comfort e leggerezza© Alanis Duc

Test della Phantasm 3 sul bagnato

Era il mio dubbio principale. La suola di questa terza versione della Phantasm sarebbe stata impeccabile sul bagnato? Contro ogni aspettativa, non sono mai scivolata, nonostante i ritmi elevati e l’asfalto completamente zuppo. Ho però notato una differenza nell’aderenza tra la prima e la terza uscita. Consiglio di “rodare un po’ la suola” con sessioni più brevi prima di utilizzarla per un allenamento specifico sulla maratona. L’acqua viene espulsa molto bene, anche dopo qualche passo nelle pozzanghere. Un aspetto interessante per limitare la comparsa di vesciche e sfregamenti.

In sintesi, il test sul campo mostra una Salomon S/LAB Phantasm 3 capace di distinguersi per l’ottimo equilibrio tra reattività e comfort, sia a ritmo maratona sia nelle sessioni più veloci. Offre una sensazione di grande facilità allo sforzo e un’aderenza rassicurante anche sul bagnato. Il principale punto debole resta una stabilità migliorabile. Utilizzata negli allenamenti specifici e in gara, è una vera gemma per chi va a caccia del record.

Phantasm 3 in breve

I punti di forza

✔ Leggerezza
✔ Comfort
✔ Design
✔ Aderenza
✔ Reattività

I punti deboli

✘ Prezzo elevato per alcuni runner
✘ Durata, circa 300 km a seconda dell’utilizzo
✘ Colore, il bianco si sporca facilmente
✘ Modello molto specifico, adatto solo a una ristretta fascia di runner
✘ Ghetta difficile da infilare e da allacciare

Salomon S/LAB Phantasm 3: un gioiello tecnologico non per tutti

Salomon parte forte in questo inizio d’anno con la terza versione della Phantasm. Il modello si conferma una vera scarpa da gara, progettata soprattutto per i ritmi sostenuti dai 5 km alla maratona. Il marchio alpino ha trovato un equilibrio riuscito tra comfort e reattività, un vantaggio che sarà apprezzato soprattutto dai maratoneti. Questa scarpa, però, non è chiaramente adatta a ogni tipo di runner. Estremamente performante ma con una durata limitata, interessa davvero soprattutto agli atleti di ottimo livello.

Trova il modello Salomon S/LAB Phantasm 3 sul sito Salomon al prezzo di 280 €.