Corrida Bulloise 2025, Valentin Bresc e Nicolas-Marie Daru conquistano la scena

Dorian Vuillet
Da Dorian Vuillet

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Corrida Bulloise 2025, Valentin Bresc e Nicolas-Marie Daru conquistano la scena
© ATHLE.ch

Sabato 15 novembre Bulle ha vibrato con oltre 5.000 corridori, sotto pioggia, vento e freddo. Il Kenya ha dominato la gara Élite sugli 8,13 km con Winnie Jeptarus (19’05) e Boniface Kibiwott (22’55). I francesi Valentin Bresc, Nicolas-Marie Daru e Gatien Airiau hanno animato la top 10 maschile, mentre Nafissa Hannesen e Caroline Chaverot si sono messe in luce nelle gare femminili. Le svizzere, guidate da Fiona Héritier e Nisa Camelo, hanno infiammato i podi locali. Tra record e atmosfera elettrica, il cantone di Friburgo ha vissuto una giornata da ricordare.

Bulle ha vissuto la sua 48ª Corrida sotto un cielo deciso a metterci del pepe, questo sabato. La Corrida Bulloise dà il via al Circuito delle corse, seguito dalla Course de l’Escalade di Ginevra il 7 dicembre e dalla Course de Noël di Sion il 13, che assegneranno il titolo di Re e Regina dei pavé 2025. Per la prima volta nella sua storia, la gara svizzera del cantone di Friburgo ha superato la soglia simbolica dei 5.000 iscritti: un record che lascia presagire un 50° anniversario memorabile nel 2027.

In questa « edizione dei record », pioggia, vento e freddo non hanno scalfito l’entusiasmo di corridori e pubblico. Al mattino, i bambini hanno potuto godersi un sole primaverile e temperature ideali per le prime gare. Nel pomeriggio, il meteo ha cambiato volto: pioggia fine, vento capriccioso e foglie morte hanno trasformato le curve in vere piste di pattinaggio. Gli élite non hanno tremato, o quasi. Winnie Jeptarus ha rischiato di cadere già alla prima curva, ma la keniana ha rimesso in ordine la falcata e ha demolito di un soffio il record femminile, appena un decimo, chiudendo in 19’05 e battendo il primato del 2006. Si è portata a casa anche i 5.000 franchi svizzeri destinati al record femminile. Una sciocchezza che vale oro.

Il Kenya sotto i riflettori

Il Kenya non ha fatto sconti. Winnie Jeptarus si riprende il titolo e domina la classifica femminile, mentre il vincitore del 2019 e del 2023 Boniface Kibiwott detta legge tra gli uomini con l’eccellente crono di 22’55. Tra le donne, il Kenya firma addirittura una tripletta: Sylvia Changeiwo (19’33) e Jackline Chepkoech (19’42) completano il podio. La vitellina e il toro, trofei simbolo della gara, tornano là dove devono stare: nelle mani delle schegge keniane. Alle loro spalle, le francesi hanno provato a dare ritmo alla gara, ma chiudono lontane dal podio. Laure Toullier (39ª, 22’32), Pauline Le Brizoual (41ª, 22’54) e Audrey Delaye (45ª, 23’12) hanno dato tutto su questo percorso impegnativo.

I francesi nel vivo della gara

La top 10 maschile ha mescolato nomi internazionali e colori locali. Valentin Bresc, appena 22 anni e doppio medagliato europeo U23, si prende uno splendido secondo posto in 23’03, ma non è l’unico a brillare. Nicolas-Marie Daru, 37 anni, originario dell’Isère e ottimo settimo nella finale dei 3.000 siepi ai Mondiali di Tokyo lo scorso settembre, si aggrappa al terzo posto in 23’07 e dimostra di avere l’esperienza necessaria per competere con i big africani. Gatien Airiau, il savoiardo, chiude settimo in 23’35, con un sorriso che dice tutto sulla fatica appena sostenuta. Gli svizzeri non sono rimasti a guardare. Il finalista svizzero dei 5.000 metri agli Europei di Roma Morgan Le Guen (4°, 23’15) e il connazionale Maxime Fluri (8°, 23’39) hanno tenuto testa agli avversari, confermando la loro regolarità sugli otto giri impegnativi.

Le svizzere dominano gli 8,3 km

Sugli 8,3 km femminili, il campo è dominato dalle atlete di casa. Fiona Héritier vince in 30’54 davanti a Mathilde Grossrieder (32’09) e Nadia Sudan (32’10). La francese Nafissa Hannesen, originaria di Marly, firma un bel quarto posto in 33’24 e dimostra quanto possa essere competitiva la sfida franco-svizzera.

Sui 6,3 km è quasi un festival svizzero. Nisa Camelo (23’31), Emma Dettwiler (23’35), Ludivine Gay-Crosier (23’36) e Sarah Bugnon (23’55) occupano le prime quattro posizioni, mentre la transalpina Caroline Chaverot risale all’ottavo posto in 24’58. Queste gare più brevi hanno permesso a molti giovani e a diverse veterane di confrontarsi in un contesto vivace, tra applausi e incitamenti a ogni angolo. La Corrida Bulloise riesce a unire dimensione internazionale e valorizzazione dei talenti locali, dando all’evento un’identità unica.

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