Maratona di New York 2026, Andreas Almgren può vincere al debutto?
La Maratona di New York 2026, domenica 1° novembre, si annuncia come la gara dell'anno. Come sempre nella Grande Mela, il lotto degli élite ha una densità pazzesca: Benson Kipruto e Deresa Geleta sono i favoriti tra gli uomini, Hellen Obiri e Sheila Chepkirui tra le donne. Ma questa edizione ha un sapore tutto particolare. I riflettori sono puntati su un esordiente della distanza: lo svedese Andreas Almgren. Campione europeo dei 10.000 m ad agosto e campione del mondo di mezza maratona a settembre, domenica scopre i 42 km. Le attese sono enormi. Dal 2025 sembra inarrestabile e inanella medaglie internazionali. Ma la maratona è un'altra storia. Può davvero vincere a New York al debutto?
La posta in gioco di domenica va oltre il semplice risultato. Andreas Almgren ha l'occasione di scioccare il mondo della maratona e di entrare nella storia del running. Facciamo un passo indietro: il 20 settembre scorso a Copenaghen, Almgren è diventato il primo europeo campione del mondo di mezza maratona dal... 1996. Trent'anni, un'eternità. A rendere tutto ancora più simbolico, l'edizione 2026 celebra i 50 anni del primo percorso attraverso i cinque distretti della città, inaugurato nel 1976. Ci sono tutti gli ingredienti per vedere brillare lo svedese. Ma la concorrenza sarà dura, a cominciare da Benson Kipruto, vincitore proprio qui l'anno scorso.
Andreas Almgren, un profilo atipico e ossessionato dai dati
Il suo nome ormai è sulla bocca di tutti gli appassionati di running. Allenamento atipico basato sulla doppia soglia, chilometraggio mostruoso, finali impressionanti in gara... In pochi anni Almgren è diventato uno dei migliori runner al mondo. Eppure niente lo destinava davvero alle lunghe distanze e alla maratona. Prima calciatore, è passato alla pista solo a 18 anni, diventando presto uno specialista degli 800 m (bronzo ai Mondiali U20 di Eugene). Ma diversi infortuni gravi lo costringono a rivedere i piani. Durante la convalescenza dopo una frattura al sacro, decide di cambiare metodo e adotta la doppia soglia, il celebre metodo norvegese reso popolare da Jakob Ingebrigtsen. Meno intensità, più volume. Con questo tipo di allenamento si orienta in modo naturale verso i 5000, i 10.000 e anche verso la strada, dove lo sforzo è meno brutale che in pista.
Altra particolarità piuttosto rara tra i professionisti: Almgren si costruisce da solo le tabelle di allenamento, che poi sottopone a Urban Aruhn, il suo coach dal 2012. Il suo approccio è metodico, quasi scientifico. Parallelamente alla carriera da atleta ha lavorato in azienda come data analyst da Svexa, una società tech che punta a ottimizzare la performance. Questa visione analitica la applica ogni giorno: gestisce gran parte delle sedute con test del lattato. Lo svedese ha la fissa del dettaglio, è ossessionato dalla performance e cerca la precisione. Il tapis roulant è senza dubbio uno dei suoi strumenti preferiti: gli permette di controllare alla perfezione ritmo e condizioni.
Insomma, Almgren è un maniaco dell'allenamento e un grande sostenitore dell'intensità controllata. I tanti infortuni del passato gli hanno insegnato ad ascoltare di più il proprio corpo e a dosare ogni sforzo. Oggi il volume resta enorme, ma in allenamento non spinge mai al massimo, a differenza di molti atleti di alto livello. Andreas Almgren fa parte della nuova generazione di atleti a caccia di ogni minimo guadagno marginale, sempre con l'obiettivo di ottimizzare la prestazione. Il suo sponsor Nomio lo considera addirittura l'atleta più data-driven al mondo (guidato dai dati).
Un 2026 che lo catapulta in vetta al mondo
Lo svedese aveva già colpito forte nel 2025. A giugno si prende il record europeo dei 5000 m in 12'44"27 a Stoccolma. A settembre conquista il bronzo mondiale nei 10.000 m a Tokyo, a soli 25 centesimi dal francese Jimmy Gressier. Sei settimane dopo corre in 58'41" la Mezza di Valencia e diventa il primo europeo sotto i 59 minuti. Colossale. E il meglio doveva ancora venire...
Il 2026 non fa che confermare la sua esplosione. A gennaio firma 26'45" nei 10 km di Valencia, record europeo. Un mese dopo ripete lo stesso tempo a Castellón, ma chiude solo terzo, dietro al francese Yann Schrub, che gli soffia il record continentale con 26'43". A maggio rimette le chiodate e scende a 7'26"48 sui 3000 m nella tappa d'apertura della Diamond League, in Cina. Poi arriva la stagione dei campionati. Ad agosto a Birmingham vince i 10.000 m degli Europei in solitaria, in 27'23"44. Quel giorno domina dall'alto un gruppo demoralizzato dalla sua facilità, con 19 secondi di vantaggio sul secondo...
Pista, strada: lo svedese domina su tutti i fronti. Ma l'impresa più grande arriva il 20 settembre, ai Mondiali di corsa su strada di Copenaghen. Almgren se la vede, tra gli altri, con i big Nicholas Kipkorir e Joshua Cheptegei. Resta a contatto del gruppo di testa fino agli ultimi 600 metri, poi piazza un cambio di ritmo fulminante e vola verso il primo titolo mondiale. La consacrazione. Strada facendo, migliora anche il suo record europeo di mezza maratona con 58'06".
La preparazione per New York
New York non è stata scelta a caso. Almgren l'aveva cerchiata già a novembre 2025, per il modo in cui si corre. Qui gli élite corrono senza lepri, e lo svedese pensa di trovarsi meglio in una gara di confronto diretto che su un percorso veloce da cronometro come Valencia. Il piano è chiaro fin dall'inizio: restare con i primi, poi vincere in volata. A New York il tempo conta poco (il percorso ha un dislivello positivo di 250 m). Contano solo la vittoria e la posizione.
La sua preparazione ha di che impressionare anche i puristi. Abituato a girare intorno ai 200 km a settimana, nelle ultime dieci settimane prima della gara ha accumulato oltre 2000 km. Roba monumentale.
Andreas Almgren - 10 settimane di allenamento prima della Maratona di New York
Settimana 1: 195 km
Settimana 2: 232 km
Settimana 3: 233 km
Settimana 4: 241 km
Settimana 5: 153 km (scarico, Mondiali di mezza maratona a Copenaghen, vittoria in 58'06")
Settimana 6: 87 km (recupero / malattia)
Settimana 7: 224 km
Settimana 8: 219 km
Settimana 9: 219 km
Settimana 10: 203 km
Totale: 2006 km in 10 settimane
Una seduta in particolare ha mandato in fibrillazione il mondo del running. Dieci giorni prima dei Mondiali di Copenaghen, chiude un lungo progressivo di 40 km, suddiviso in quattro blocchi da 10 km.
Il lungo da 40 km di Andreas Almgren, 10 giorni prima della Mezza di Copenaghen.
34'20" il primo (3'26"/km)
31'20" il secondo (3'08"/km)
29'45" il terzo (2'58"/km)
28'35" l'ultimo (2'51"/km).
Totale: 2h04 per 40 km (3'06"/km)
Conner Mantz, primatista americano di maratona, ha passato una settimana ad allenarsi con lui in Svezia. Pur essendo abituato ad allenamenti durissimi, ha ammesso di essere rimasto colpito dal volume e dalla facilità con cui Almgren si allena. La sua vittoria a Copenaghen, quindi, non ha nulla di sorprendente.
Per l'ultima parte del blocco di preparazione, Almgren è volato a Flagstaff, per un ritiro in altura negli Stati Uniti. Niente è stato lasciato al caso. Riposo e giorni facili rispettati. E alimentazione ottimizzata al massimo: da mesi allena lo stomaco ad assorbire circa 120 g di carboidrati all'ora nei lunghi. Lo svedese sembra nella forma della vita e finalmente pronto per una delle sfide più grandi della carriera: il debutto in maratona. La gara si annuncia epica.
Ci vado con grande fiducia, non so se sia hybris, ma la preparazione è andata molto meglio del previsto. [...] Ci vado con l'ingenuità di un bambino, convinto di correre per vincere. [...] Perché non io?
La concorrenza sarà dura, Kipruto difficile da battere
Per il battesimo del fuoco a New York, Almgren avrà davanti una concorrenza feroce. Dieci uomini del lotto hanno già corso sotto le 2h05... Il grande favorito è Benson Kipruto. A 35 anni, il keniano vanta il miglior tempo del lotto, 2h02'16", primato della gara a Tokyo nel 2024. La sua forza sta soprattutto nella capacità di vincere le grandi corse. Ha già quattro Major in bacheca: Boston 2021, Chicago 2022, Tokyo 2024 e New York 2025. È tra l'altro l'unico uomo ad aver vinto tutti e tre i Major americani. L'anno scorso a New York ha vinto per tre centesimi su Alexander Mutiso, l'arrivo più serrato nella storia della corsa (2h08'09"). Ricordiamo tutti la foto iconica dei due che tagliano il traguardo gomito a gomito a Central Park. Il keniano è in grande forma anche quest'anno. Ad aprile ha corso in 2h02'50" a Boston, per un bel terzo posto.
Il profilo di Kipruto ha tutto per mandare all'aria i piani di Almgren. Le sue vittorie a Chicago e Tokyo si sono decise con attacchi piazzati a fine gara. E a New York, l'anno scorso, ha vinto in volata a Central Park. È un percorso che conosce benissimo. Avrà il vantaggio del campo.
Per me non c'è nessun problema (ndr: il piano gara di Almgren), perché è un debutto. E per un debutto serve abbastanza pazienza da correre dal primo al ventiseiesimo miglio. Io farò la mia gara. Corro maratone da dieci anni. Ho esperienza, sono pronto.
Dietro di lui, la lista degli sfidanti è lunga:
L'etiope Deresa Geleta (2h02'38"), secondo a Tokyo l'anno scorso, e il keniano CyBrian Kotut (2h03'22"), entrambi alla prima a New York
Due ex vincitori, l'olandese Abdi Nageeye (2024, 2h04'20") e il keniano Geoffrey Kamworor (2017 e 2019)
I due americani più veloci di sempre: Zouhair Talbi, autore di 2h03'45" a Boston ad aprile, e Conner Mantz, primatista nazionale con 2h04'43", compagno di allenamento di Almgren a settembre
L'italiano Yeman Crippa (2h05'18"), sei volte medagliato agli Europei, di cui trovate la intervista pre-gara
Allora, Andreas Almgren può davvero vincere?
Sulla carta lo scenario di gara è apertissimo. Senza lepri, New York parte spesso con prudenza, e più i primi chilometri sono lenti, più la velocità di Almgren può fare la differenza nel finale. Lo si è visto a Copenaghen: lo svedese ha un grande spunto finale.
Ma la maratona resta la maratona. Almgren non sa ancora come reagirà il suo corpo oltre i 35-40 km, su un percorso che spezza le gambe. Di fronte a lui, Kipruto è un maestro in materia. Ha l'esperienza di questi finali tattici, e la sua costanza ai massimi livelli è impressionante.
Qualunque cosa accada domenica, questa maratona resterà una parentesi per Almgren. Dedicherà il 2027 alla pista, con i Mondiali di Pechino a settembre. Il grande obiettivo resta i 10.000 m dei Giochi di Los Angeles 2028, «al 95%» secondo le sue parole, anche se non esclude di aggiungerci la maratona, come Galen Rupp a Rio 2016. Solo dopo Los Angeles conta di passare definitivamente alla maratona.
Informazioni chiave
Data: domenica 1° novembre 2026
Partenza élite donne: 14:35 (ora italiana)
Partenza élite uomini: 15:05 (ora italiana), cioè le 9:05 a New York
Record del percorso: 2h04'58" tra gli uomini (Tamirat Tola, 2023), 2h19'51" tra le donne (Hellen Obiri, 2025)
Detentori del titolo: Benson Kipruto (2h08'09") e Hellen Obiri
Diretta in Francia: su L'Équipe dalle 14:00
La Maratona di New York sarà trasmessa in diretta su L'Équipe a partire dalle 14:00 (ora francese)