Dall’asfalto allo schermo: il running protagonista al cinema
Da quando la corsa a piedi è entrata nell’immaginario popolare, era inevitabile che arrivasse anche sul grande schermo. Marathons.com passa in rassegna i più grandi film dedicati al running. Con tutta la soggettività del caso.
Il XX secolo ha visto l’avvento del cinema, nato nel mondo occidentale alla fine del XIX secolo, tra Stati Uniti ed Europa (Edison e i fratelli Lumière, per citarne solo alcuni…). Come abbiamo raccontato sul nostro sito, negli anni Sessanta e Settanta la corsa a piedi è diventata a sua volta un fenomeno sociale. Era naturale che i due fenomeni prima o poi si incontrassero. Sono così nati numerosi film con protagonisti corridori e corridrici, per la gioia degli appassionati di cinema e running. Ecco una panoramica cinematografica attraverso dieci film di epoche diverse, dai primi anni Sessanta ai giorni nostri. Solo titoli di qualità!
La solitudine del maratoneta (1962), il precursore
Bisogna pur cominciare da uno. E allora La solitudine del maratoneta, film britannico uscito nel 1962, incarna perfettamente la sua epoca e ciò che il running poteva rappresentare allora: una corsa verso se stessi, la ricerca della libertà, un rapporto con l’ambiente circostante… Tratto da un racconto dello scrittore Alan Sillitoe, il film racconta di Colin Smith, giovane delinquente che trova nella corsa una forma di ribellione e di riflessione personale. È lo specchio dei diversi movimenti che attraversavano la gioventù occidentale in quegli anni. Il film di Tony Richardson anticipa quasi i tempi, considerando l’anno in cui è uscito. Diciassette anni dopo, Come un uomo libero (1979) riprende il tema della lotta personale e della resistenza, con una trama diversa. Ispirato a fatti reali, il film racconta la vita di Billy Hayes, un americano incarcerato in Turchia per traffico di droga. La corsa diventa per lui un simbolo di libertà e resistenza, un modo per mantenere in forma corpo e mente in condizioni oppressive.
Forrest Gump (1994) e Il maratoneta (1976), i giganti
Come un uomo libero del regista di successo Michael Mann (Heat, Insider…) ha avuto un tale successo sul piccolo schermo da arrivare poi al cinema. Ma tre anni prima un altro film aveva conquistato prima la critica e poi il pubblico: Il maratoneta, naturalmente! Dustin Hoffman interpreta Thomas Levy, studente di storia e corridore amatoriale che si ritrova coinvolto in un complotto internazionale. Braccato dai nazisti, continua la sua corsa contro il tempo… Il film, diretto da John Schlesinger, ha ricevuto numerose nomination ai Golden Globe e ottenuto un enorme successo popolare. Dustin Hoffman, già consacrato qualche anno prima, ha avuto senz’altro un ruolo decisivo. Il maratoneta è il film di maggior successo tra quelli incentrati sulla corsa? Macché! Quasi vent’anni dopo, Forrest Gump ha spazzato via ogni record, diventando un autentico fenomeno mondiale. Tom Hanks interpreta Forrest Gump, un uomo ordinario la cui vita straordinaria attraversa diversi decenni della storia americana. La sua corsa, nata dal bisogno di fuggire dai problemi, è uno dei momenti più memorabili del film. Tom Hanks offre probabilmente una delle interpretazioni migliori della sua carriera. Un film magnifico e senza tempo.
Anche il cinema corre al passo con la società
La corsa a piedi può essere una battaglia personale, ma non si riduce certo sempre a una sfida individuale. Molti film hanno portato sullo schermo battaglie sociali ancora oggi attuali. Si possono citare Momenti di gloria (1981), La corsa di Matteo (2014), Sur la ligne (2014) e Sarah préfère la course (2013). Sono film che affrontano l’antisemitismo, la disabilità, le ingiustizie sociali, le battaglie femministe… Temi che acquistano una forza particolare attraverso la lente della corsa. Il primo è un grande classico del cinema britannico e racconta la storia vera di due atleti britannici, Harold Abrahams (nella foto qui sopra, vincitore dei 100 metri ai Giochi olimpici del 1924) ed Eric Liddell, protagonisti delle Olimpiadi del 1924. La corsa di Matteo affronta il tema della disabilità senza cadere negli stereotipi o nel sentimentalismo. Julien, adolescente disabile, si lancia in una sfida Ironman insieme al padre… Ci piace molto anche il film québécois Sarah préfère la course (2013), della regista Chloé Robichaud.
Tutti questi film fanno venire voglia di correre. Per le ragioni giuste, però, non come Johann Rettenberger in Il rapinatore, l’ultima corsa (2010), maratoneta ossessivo e rapinatore di banche patologico… Una storia vera!
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