La tendenza della maratona ekiden: avete detto ekikoi?
Correre in compagnia: c’è chi lo ama e chi lo detesta. Gli appassionati dello sforzo condiviso ne esaltano i vantaggi, mentre i runner solitari difendono gelosamente il proprio tempo individuale al traguardo. Esiste però una formula che piace (quasi) a tutti: l’Ekiden. Ecco tutto quello che c’è da sapere!
| Scopri l’Ekiden, una maratona a staffetta nata in Giappone: la sua storia, il formato e i motivi del suo successo tra i runner.
L’Ekiden è un po’ come il fartlek. Non si sa mai bene come si scrive e i non addetti ai lavori pensano che sia un nome in codice riservato alla casta dei podisti. Se il fartlek arriva dalle terre svedesi, l’ekiden nasce invece in Giappone. Il concetto sarebbe nato nel 1917, in occasione del cinquantesimo anniversario del trasferimento della capitale da Kyoto a Tokyo. Fu allora organizzata una gara a staffetta per collegare l’antica e la nuova capitale lungo una strada punteggiata di stazioni, per un totale di 508 km. Sarebbe così nata la parola ekiden, dalla contrazione di un kanji che significa «stazione» e di un altro che vuol dire «trasmettere».
La maratona, sì, ma a staffetta
In Giappone esistono ancora ekiden di lunga distanza, ma nell’accezione dell’atletica federale l’ekiden indica una prova del tutto diversa. È infatti una gara ufficiale che dà vita a competizioni nazionali e internazionali, senza però figurare nel programma dei Giochi olimpici o dei campionati del mondo. Si tratta di percorrere la distanza di una maratona in una squadra di 6 runner, che si alternano su frazioni di 5 km, 10 km, 5 km, 10 km, 5 km e 7,195 km. Il testimone non è ovviamente ingombrante come quello di una staffetta 4 x 100 m in pista. Di solito è una fascia o un piccolo pezzo di tessuto, chiamato tasuki, più facile da portare per diversi chilometri. In Francia, diverse città organizzano maratone ekiden. Le più popolari sono quelle di Grenoble e Parigi, ma ce ne sono anche ad Albi, Lione, Strasburgo e Marsiglia. Perché queste gare a squadre arrivate dall’Oriente riscuotono tanto successo?
Lo spirito di squadra per eccellenza
È sotto gli occhi di tutti: le società contemporanee sono segnate da un certo individualismo e dalla solitudine, come dimostrano l’alto numero di single e il successo delle app di incontri. I social network non aiutano davvero a creare relazioni umane autentiche e le occasioni per condividere momenti di convivialità si fanno rare. Nel mondo professionale, inoltre, si coglie ogni occasione per rafforzare i legami tra colleghi e alimentare il senso di appartenenza all’azienda. Il tanto celebrato team building è più popolare che mai! È quindi facile capire perché le maratone ekiden abbiano così tanto successo.
Permettono di riunirsi intorno a un obiettivo comune, un obiettivo sano per eccellenza, visto che si tratta di sport. E, già che ci siamo, ci si prende cura anche della propria salute!
La motivazione è ancora più forte perché la squadra corre la distanza leggendaria della maratona, resa accessibile dalla suddivisione del percorso in 6 frazioni, le più brevi delle quali possono essere affrontate anche da un principiante con un minimo di allenamento.
L’ekiden aiuta i runner alle prime armi a superare i propri complessi o chi non ha mai appuntato un pettorale. La squadra crea un ambiente rassicurante e permette di superare le proprie paure.
L’ekiden è anche il compromesso ideale: unisce lo spirito di squadra, rappresentato dalla staffetta e dal tempo totale all’arrivo, alla ricerca della prestazione individuale grazie ai tempi parziali. Ogni runner contribuisce così, secondo le proprie possibilità, al raggiungimento dell’obiettivo collettivo, potendo allo stesso tempo essere soddisfatto del proprio risultato.
Le maratone ekiden offrono spesso un’atmosfera conviviale e festosa, tanto da spingere i partecipanti a correre in maschera. Il mix di sport e festa funziona!
Correre una maratona a staffetta porta spesso a organizzare sessioni di allenamento condivise. Nelle aziende partecipanti, che possono rappresentare una fetta consistente dei concorrenti, la preparazione alla gara si svolge spesso in gruppo. Si creano così piccole comunità di amici unite dallo sport.
Infine, il formato ekiden è una garanzia di suspense: i frazionisti si susseguono e possono ribaltare in qualsiasi momento la classifica della squadra, lasciando il risultato in bilico. Gli incitamenti creano un’atmosfera elettrica che spinge tutti a superare i propri limiti.
Le maratone ekiden non hanno quindi pochi assi nella manica. Si capisce meglio perché si siano moltiplicate negli ultimi anni e perché continuino ad attirare tanti partecipanti. L’unico inconveniente? Mettere insieme una squadra di 6 runner non è sempre facile e a volte bisogna rimediare alla defezione di un compagno. Per vivere un ekiden al meglio, bisogna quindi puntare sulle buone pratiche dello spirito di squadra: una mentalità collettiva, ma anche un buon leader capace di mobilitare la squadra… e di trovare un sostituto all’ultimo momento!