Red Bull 400: quando la fatica sfida la gravità
400 metri. Forse la gara più corta del mondo, ma di certo non la meno dura né la meno spettacolare! Fedele allo spirito di Red Bull, la Red Bull 400 torna quest’anno a Courchevel per la quinta edizione. Il programma, il 13 luglio, per i partecipanti più temerari? Uno sprint a tutta per risalire i 400 metri del trampolino olimpico della stazione.
Un format estremo per un brand fuori dagli schemi
Dagli anni Duemila, Red Bull ha lasciato il segno nel mondo degli sport estremi, e la corsa non fa eccezione. Il brand austriaco sa trasformare la fatica fisica in spettacolo, con eventi progettati per restare impressi. La Red Bull 400 segue esattamente questa filosofia: un format breve, intenso e spettacolare, ampiamente rilanciato online. Il 13 luglio la Red Bull 400 torna a Courchevel per la quinta edizione, con la gioia di corridori e spettatori. Una gara unica nel suo genere. Non è la prima corsa organizzata da Red Bull, che ama mettere insieme discipline diverse. In passato il brand ha proposto la Red Bull Éléments, disputata nello scenario del lago di Annecy e articolata tra nuoto, trail, parapendio e mountain bike. La Red Bull X‑Alps è invece una prova di endurance che combina trekking e volo in parapendio! Un altro format che strizza l’occhio alla corsa è la Wings for Life World Run. La gara è sponsorizzata e sostenuta da Red Bull. Nata nel 2014 e arrivata quest’anno anche a Saint-Denis (93), ha un format originale: niente traguardo classico, ma una “catcher car” che parte 30 minuti dopo i concorrenti e li raggiunge uno a uno. Una cosa è certa: il brand svizzero mette le ali, ma ha anche parecchie idee. L’obiettivo di questa gara? Sostenere la Fondation Wings for Life, che raccoglie fondi per la ricerca sulle lesioni al midollo spinale.
400 metri, 140 metri di dislivello e una pendenza del 36%
La Red Bull 400 misura 400 metri, ma è un’altra caratteristica a rendere speciale questa gara: 140 metri di dislivello su una distanza così breve e una pendenza del 36%, con un tratto finale in cui anche gli atleti più esperti finiscono a quattro zampe. Sul trampolino olimpico di Courchevel, uno scenario spettacolare quanto la gara, la quinta edizione promette smorfie e imprese memorabili. Il record appartiene ancora a Thibaut Baronian, che nell’edizione 2021 ha fermato il cronometro a 3’21”! Un tempo che sembra alla portata, ma a quale prezzo per le cosce, con il lattato che schizza verso l’alto? Non a caso, molti specialisti delle discipline di montagna, abituati a questo tipo di condizioni e di sforzi, brillano nella Red Bull 400. Il record europeo appartiene al tedesco Anton Palzer, autore di un 3’08” a Bischofshofen, in Austria, nel 2018. Per dare un volto al profilo degli specialisti di questo tipo di competizioni, Anton Palzer è uno sciatore e ciclista di alto livello, abituato a sforzi tanto intensi. La Red Bull 400 è un format unico e molto “virale”, che richiede cosce d’acciaio e una tolleranza al dolore fuori dal comune.
Gli altri KV in Francia
La Red Bull 400 non ha il monopolio della verticalità. In Francia ci sono moltissime gare di “chilometro verticale”, come il mitico KV du Mont-Blanc (1.000 m di dislivello in 3,8 km, con arrivo su via ferrata a 2.000 metri di quota) o la Verticale du Criou, considerata la più ripida del mondo (2 chilometri di gara per 1.000 m di D+). In Isère, la Verticale du Grand Serre si corre ogni anno a settembre. Il percorso misura 1,8 km con 600 metri di dislivello: una pendenza davvero vertiginosa! Facciamo un salto oltre confine, dai vicini svizzeri, per l’ultima gara: il Kilomètre Vertical de Fully propone ai suoi partecipanti una sfida enorme: 1.000 metri di dislivello su 1.900 metri di gara! Wow! Casco obbligatorio. Non è uno scherzo. Queste prove, per la maggior parte inserite nel Vertical Kilometer World Circuit, attirano una grande comunità di corridori pronti a mandare le cosce in acido su pendenze superiori al 45%. Rispetto ad alcune di queste gare, il format Red Bull può sembrare quasi giocoso… Si fa per dire, eh.