Showroom Nike «Breaking 4»: sulle tracce di Faith Kipyegon

SL
Da Sabine Loeb

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Showroom Nike «Breaking 4»: sulle tracce di Faith Kipyegon
© NIKE

In occasione del progetto «Breaking 4», con cui Faith Kipyegon tenterà di scendere sotto il mitico muro dei 4 minuti sul miglio, Nike ha allestito uno showroom per raccontare più da vicino la donna oltre l’atleta keniana e presentare l’attrezzatura, le scarpe e la tenuta che indosserà giovedì 26 giugno dalle 20:00 allo stadio Charléty di Parigi.

Diverse sale offrivano un’immersione completa nella vita di questa atleta, conosciuta per il suo calore e la sua umanità, permettendo al tempo stesso di capire meglio l’innovazione alla base del progetto «Breaking 4». Un accesso esclusivo al dietro le quinte particolarmente istruttivo!

Faith, oltre l’atleta

Il primo spazio, concepito come una galleria immersiva, esponeva una ventina di scatti: Faith mentre corre in Kenya o ai Giochi olimpici, mentre mostra con orgoglio le sue tre medaglie d’oro, concentrata, sorridente o persino intenta a fare giocoleria. L’obiettivo era farci entrare nella doppia vita di Faith Kipyegon: straordinaria atleta keniana dal palmarès eccezionale, ma anche donna e madre di una bambina.

Le innovazioni del progetto «Breaking 4»

Nella seconda sala, divisa in due parti, Nike mostrava il dietro le quinte tecnico del progetto. Janett Nichol, membro del team responsabile dell’abbigliamento per «Breaking 4», ha ricordato che «questo progetto è il frutto di intelligenza, design e innovazione, al servizio di un’atleta eccezionale». Un’atleta che spinge il brand dal baffo a puntare sempre più in alto, mentre Nike si impegna a offrirle le condizioni migliori per affrontare questa sfida. Gli ingegneri e i designer Nike hanno raccontato il lavoro approfondito condotto con Faith per mesi. «Non esisteva alcun piano per far correre una donna sotto i 4 minuti sul miglio. Abbiamo dovuto inventare tutto», spiegava Amy Jones Vaterlaus, ricercatrice di prodotto presso il Nike Sport Research Lab e responsabile dell’innovazione per il progetto «Breaking 4».

Un reggiseno rivoluzionario: il Nike Flyweb

Frutto di un lungo lavoro, questo reggiseno in TPE stampato in 3D offre sostegno ottimale, eccellente traspirabilità e una leggerezza inedita. Faith, la prima a provarlo, lo ha adottato immediatamente, anche in allenamento: un segnale importante per Nike, perché i reggiseni sportivi sono spesso considerati troppo stretti o scomodi. Grazie a una migliore gestione dell’umidità, la pelle respira più liberamente, aumentando il comfort generale. «Quando un’atleta lo indossa, la sorpresa è autentica: si accorge che il sostegno è superiore a quanto immaginasse. Quasi non lo sente, è così leggero. Le atlete che lo hanno testato sono rimaste colpite dal livello di supporto», ha spiegato Janet Nichol. Questo reggiseno, che si può anche toccare, è abbinato alla tuta esposta poco più avanti nello spazio dedicato alle innovazioni, su un manichino che riproduce la posizione di corsa.

Una tuta su misura e ultra-aerodinamica

Sviluppata per aderire perfettamente al corpo di Faith e ottimizzare la penetrazione nell’aria, questa nuova tenuta completa, composta da fascia, maniche e tuta, è il look realizzato su misura per l’icona dei 1500 metri. Progettata a partire dall’analisi dei suoi movimenti e delle sue esigenze di comfort, integra strutture aerodinamiche stampate in 3D, sul collo, sulle gambe e sui fianchi, che riducono la resistenza generando microturbolenze. Un autentico lavoro di alta precisione, sviluppato insieme a Faith e regolato in ogni dettaglio in base alle sue sensazioni. L’obiettivo è massimizzare l’aerodinamicità del corpo, fondamentale per sostenere una velocità media di 24 km/h. Amy Jones Vaterlaus ha raccontato che all’inizio la sfida era enorme: «Entusiasmante, ma senza un piano già pronto. Non esisteva un modello da seguire. Abbiamo costruito questo puzzle pezzo dopo pezzo». Un approccio su misura, pensato per Faith, ma che in futuro potrebbe rivelarsi utile anche per altre atlete.

La scarpa: tra eredità e reinvenzione

Faith ha partecipato attivamente allo sviluppo delle chiodate Victory (o Victory Spike), in particolare del nuovo modello Victory Elite FK, che indosserà per «Breaking 4». «Per quanto riguarda questa scarpa, nessuno è stato più essenziale di lei nel corso della sua carriera», ha osservato Elliott Haith, responsabile della produzione delle scarpe da running. Sebbene abbia battuto diversi record con la Victory 2, il team ha preferito ripartire da zero, conservando però alcuni elementi che funzionavano particolarmente bene. Il risultato è una suola con un’unità Air più alta per una maggiore propulsione, una forma realizzata a partire dall’impronta esatta del suo piede e dettagli simbolici incisi nella piastra, come «Fastest Known» o «Goddess of Victory». Una scarpa fatta per la storia, destinata a influenzare i futuri prodotti, non solo nella gamma da competizione, ma anche nelle scarpe da running e da allenamento quotidiano, accessibili a tutti.

Dai professionisti agli amatori: quando l’élite ispira la quotidianità

Lo showroom si chiudeva con un messaggio forte: le innovazioni di Nike Running, nate nell’alto livello, arrivano anche nei modelli di tutti i giorni. La Victory Elite FK, per esempio, ispira direttamente modelli da running accessibili a tutti. Così, la gamma che va dalla Pegasus (reattiva) alla Vomero (massimo ammortizzamento), passando per la Structure (stabilità), risponde alle esigenze di ogni tipo di runner.

Il pubblico poteva persino provare la Vomero nel giardino adiacente, un bel modo per concludere questo viaggio nel mondo di una delle più grandi mezzofondiste di sempre. Dopo oltre dieci anni di collaborazione, Faith Kipyegon incarna da sola ciò che Nike vuole costruire: prodotti pensati dai campioni e per i campioni, capaci però di ispirare chiunque.