Tokyo Marathon 2025, doppietta etiope e finale spettacolare tra gli uomini

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Da Clément Laborieux

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Tokyo Marathon 2025, doppietta etiope e finale spettacolare tra gli uomini
© Tokyo Marathon

L’asfalto della capitale giapponese è tornato a scaldarsi sotto i passi dei 36.202 finisher domenica. Con un sole abbagliante, le condizioni non erano ideali, ma nulla ha impedito agli etiopi Tadese Takele e Sutume Asefa Kebede di trionfare sulla distanza regina. Davanti a un pubblico in delirio, accompagnato dai tamburi tradizionali e dagli incitamenti della folla, il Tokyo Marathon è rimasto fedele a se stesso: veloce, compatto e intriso di quella passione nipponica in cui l’impresa sportiva sfiora il rituale.

L’Etiopia sul palcoscenico

© Tokyo Marathon

Tokyo ha vibrato al ritmo dei passi etiopi. Come l’anno scorso, Sutume Asefa Kebede ha dominato la gara da padrona. Partita su ritmi folli, con un passaggio alla mezza maratona in 1h06’20, ha finito per rallentare leggermente nella seconda metà, ma si è imposta comunque in 2h16’31, a pochi secondi dal suo record personale. Alle sue spalle, la keniana Winfridah Moraa Moseti (2h16’56) e l’etiope Hawi Feysa (2h17’00) hanno completato il podio. Trascinata da un gruppo di una ventina di atlete, Kebede ha beneficiato dell’energia di un plotone di amatori d’élite, una sorta di ponte tra il running amatoriale e l’élite mondiale. Yuka Ando è stata la prima atleta giapponese al traguardo, in 2h23’37.

Una gara tattica tra gli uomini

La maratona è una questione di resistenza. Ma a Tokyo spesso contano anche tempismo e strategia. Tadese Takele lo ha capito bene. Ben coperto nel gruppo di testa, l’etiope ha lasciato che la maratona facesse la sua selezione naturale, vedendo il gruppo dei battistrada assottigliarsi chilometro dopo chilometro. Un vero esercizio di pazienza prima del grande show dell’etiope. Al 39° chilometro ha piazzato un’accelerazione fragorosa e progressiva, staccando il resto del gruppo con un passaggio lampo a 2’51/km. Risultato: prima vittoria in una Major e un tempo XXL di 2h03’23. Alle sue spalle, il connazionale Deresa Geleta (2h03’51) e il keniano Vincent Kipkemoi Ngetich (2h04’00) non erano lontani. Ma domenica Tadese Takele era imprendibile. Giornata complicata, invece, per il vincitore dell’edizione 2024, Benson Kipruto, staccato già al 28° km. Ha chiuso sesto in 2h05’46.

Nel frattempo, Joshua Cheptegei, il fuoriclasse ugandese dei 5.000 e 10.000 metri, continua il suo apprendistato sulla distanza regina. Nono in 2h05’59, è partito con prudenza, passando alla mezza in 1h02’09, prima di perdere un po’ di terreno nel finale. Cercava qualcosa di più, ma ha migliorato di 3 minuti il suo primato sulla distanza. Un tempo incoraggiante in vista delle sue prossime avventure sulle lunghe distanze.

Tra i padroni di casa, il giapponese Tsubasa Ichiyama è riuscito a strappare uno splendido 10° posto con il tempo di 2h06’00.


Paula Radcliffe, eterna leggenda

Ci sono leggende che non si dimenticano. Paula Radcliffe, ex atleta britannica del fondo ed ex primatista mondiale, è tornata a correre una maratona dieci anni dopo il ritiro. A 51 anni non puntava a un tempo stratosferico, ma a un simbolo: ormai le manca solo Boston per conquistare la medaglia da Six Star Finisher. Il risultato? 2h57’22 a Tokyo, un bel richiamo alla sua leggenda.

Altra sorpresa della giornata, la partecipazione di Harry Styles. La star dell’ex gruppo pop rock One Direction si è schierata al via del Tokyo Marathon e ha fatto registrare un ottimo 3h24. Una prestazione applaudita dai suoi fan e dagli appassionati di corsa, a dimostrazione che il running può conquistare anche oltre la cerchia degli specialisti.

© Tokyo Marathon

Dorian Louvet, il progetto folle continua

Tokyo era la prima tappa del suo progetto «Miles of Discovery»: correre le sette Major in un anno. Missione compiuta per Dorian Louvet, l’influencer del running che ha demolito il proprio record personale, 2h18’56, chiudendo come primo francese. Una prestazione che dice molto sulla sua disciplina e sulla sua tenuta mentale. Il documentario della sua trasferta giapponese è disponibile sul suo canale YouTube. Prossima tappa: la mitica Maratona di Boston, il 21 aprile.


Tokyo, tempio del running

Il Tokyo Marathon non è soltanto una gara. È un concentrato di cultura running alla giapponese, dove rigore e passione si fondono in un’organizzazione meticolosa. È anche la prova che in Giappone la maratona è molto più di uno sport: una vera espressione della fatica e un invito alla resilienza e alla disciplina.

I più grandi campioni della maratona sono passati da Tokyo, e la storia è appena iniziata per il più giovane dei sei marathon major dell’Abbott World Marathon Majors.