AREA 72: a Parigi l’evento Nike dedicato a chi cerca la performance
Lanciato in occasione della Maratona di Berlino, lo scorso 27 settembre, l’evento Area 72, omaggio alla data di fondazione di Nike, ha conquistato tanto gli appassionati di corsa quanto i neofiti curiosi di scoprire il mondo del running. Marathons.com era presente: tre giorni nel cuore della performance e della condivisione.
Attraverso il suo slogan « atleta, performance, facilità » e uno spazio dedicato tanto all’expertise quanto all’accompagnamento dei runner, l’evento si proponeva come innovativo, accogliente e connesso all’attualità locale della corsa, con un focus sulla celebre Paris-Versailles, in programma la domenica. Allestito in un hangar temporaneo a due passi da place de la Bastille, nel 12º arrondissement di Parigi, lo spazio immergeva i visitatori in un’atmosfera raccolta e calorosa, dominata dal rosso. I diversi stand invitavano a provare esercizi pratici per comprendere meglio lo sforzo, conoscere più a fondo il proprio corpo, testare le ultime collezioni del celebre swoosh o concedersi sessioni di recupero in condizioni ottimali.
Appena arrivati, l’effervescenza era palpabile. La sensazione ha trovato presto conferma quando una folla di donne si è lanciata nel run organizzato dal collettivo Run’Elles. Con indosso una maglietta con il celebre swoosh e il nome dell’associazione, ai piedi una delle tre paia messe in evidenza, Pegasus, Vomero o Structure 26, una cinquantina di partecipanti si è riversata per le strade di Parigi in un’atmosfera elettrizzante.
Nel frattempo, l’evento era nel pieno dell’azione. Chi era rimasto sul posto poteva gustare un caffè, un matcha o un succo di frutta preparati con cura da Lucie Montel, responsabile della « Refuel Station », l’area ristoro. « Abbiamo creato un menu pensato per le esigenze dei runner, con energy bowl ideali prima di un’uscita, banana bread e un’offerta 100% vegana », spiegava la trainer barista e fondatrice di Grindin’, arrivata per aggiungere un tocco di « coolness » all’esperienza Area 72.
Terminata la pausa golosa, era il momento di scoprire gli altri spazi. Già all’ingresso, la zona « Performance Analysis » metteva sotto i riflettori l’app Strava, punto di riferimento per i programmi di allenamento nella corsa, e poneva una domanda: « Che cosa fare di questi dati e come analizzarli? » Anche il percorso della Paris-Versailles, filo conduttore dell’evento, aveva un ruolo centrale, in sintonia con la campagna « Just Do It », che invita a rivelarsi nelle difficoltà. L’ecosistema Nike completava l’esperienza valorizzando diverse realtà: Strava, il crew parigino di running Eightlines, l’evento Blocks League e il club globale di Strava.
Allenarsi sulla celebre Côte des Gardes, anche a distanza
Dopo aver scelto uno dei tre modelli disponibili, ogni partecipante poteva testare le proprie scarpe su uno dei tre tapis roulant allineati, sotto lo sguardo attento degli esperti di prodotto Nike, gli « Ekin » (Nike scritto al contrario). La particolarità dell’evento era la simulazione della celebre « Côte des Gardes ». In riferimento alla Paris-Versailles, in programma proprio quel fine settimana, l’inclinazione del tapis roulant permetteva ai runner di affrontare la sfida dei suoi leggendari 2 chilometri senza mai lasciare l’evento. Un sistema di cronometraggio professionale registrava le prestazioni, dando a tutti la possibilità di verificare il proprio tempo e la propria posizione in classifica sulla distanza.
Valutare il proprio profilo sportivo per migliorare la performance
Un workshop guidato da due coach Nike, Anne-Laure Morigny, preparatrice mentale all’INSEP, ed Enguerrand Aucher, con cui ha fondato la società Fair Form For Everyone, specializzata nello sport e nella salute, permetteva di definire il profilo sportivo di ciascuno: più orientato alla forza, alla velocità e così via. Erano previsti due test per individuare i punti di forza dei runner e ottimizzare poi il loro allenamento e le loro capacità.
Il primo serviva a valutare la mobilità articolare e muscolare, chiedendo ai partecipanti di scendere il più possibile in posizione di squat. Il secondo misurava reattività ed esplosività attraverso un salto verticale, valutato in altezza. Realizzati su pedane di forza, i due test erano una versione semplificata di uno strumento normalmente utilizzato con gruppi di alto livello. Grazie ai dati raccolti dai software, i professionisti potevano indirizzare ogni atleta verso esercizi personalizzati e realmente adatti al suo potenziale.
Oltre ai due coach, altri due professionisti seguivano il percorso: uno si occupava dell’analisi dei dati, l’altro dell’osservazione, per arricchire il lavoro complessivo. « Abbiamo una visione a 360° della performance. Il nostro obiettivo è mettere gli atleti nelle condizioni migliori per superarsi. Qui proponiamo una versione molto sintetica, perché normalmente la sessione dura un’ora e mezza e comprende telecamere e analisi degli angoli, fino alla creazione di un avatar dinamico dell’atleta. Ma l’essenziale rimane: uscire con una maggiore consapevolezza di sé, protocolli personalizzati e indicazioni su misura », spiega Anne-Laure illustrando il suo approccio. Poi conclude: « Restiamo legati ai valori umani. Oggi siamo convinti che la performance passi dal piacere e dall’allineamento. »
« Abbiamo una visione a 360° della performance. Il nostro obiettivo è mettere gli atleti nelle condizioni migliori per superarsi. Qui proponiamo una versione molto sintetica, ma l’essenziale rimane.
L’innovazione al servizio del recupero dopo lo sforzo
L’area recupero rappresentava l’ultimo tassello dell’esperienza dedicata alla performance. Pensata interamente per ottimizzare il post-allenamento, permetteva ai visitatori di provare le ultime innovazioni di Nike in collaborazione con Hyperice : scarpe riscaldate per agire sulla caviglia, gambali per la pressoterapia, utili a favorire il ritorno venoso e una sensazione di leggerezza, ma anche pistole massaggianti per alleviare le tensioni.
Divisa in due zone, l’area permetteva da un lato di scoprire i dispositivi di compressione, freddi o riscaldanti, per gambe, ginocchia e spalle, e dall’altro di affidarsi a un approccio più tradizionale con fisioterapisti dello sport. Questi ultimi proponevano sessioni personalizzate di circa quindici minuti, dal massaggio di recupero all’applicazione di tape in vista di una gara, passando per il drenaggio muscolare. « L’idea è permettere a tutti di ripartire più leggeri, rilassati e pronti a tornare a dare il massimo », spiegava Louis Neyrret, fisioterapista dello studio Okto di Parigi, coinvolto appositamente per l’evento.
Durante questi tre giorni, talk e sessioni di running hanno scandito l’evento. Il collettivo Run’Elles, che aveva animato un run venerdì sera, ha passato il testimone a Eightlines sabato mattina con un checkout run alle 8:30, come attivazione prima della Paris-Versailles. La stessa sera, un workshop dedicato a Strava affrontava la questione: « Come mettere in sicurezza le proprie impostazioni e tracciare i propri run restando al sicuro? » Sabato, un incontro dedicato a Maurten, partner per la nutrizione, spiegava « come integrare i prodotti e l’assunzione di carboidrati, sia nella preparazione sia durante la gara? » Infine, domenica sera, Anne-Laure Cossigny ha condiviso i suoi consigli su « come ottimizzare la propria stagione di running e la programmazione tra allenamenti e gare ? ».
In sintesi, Area 72 ha riunito per tre giorni coaching, prodotti e nutrizione. Un momento forte del weekend, tanto per i fedeli di Nike quanto per i curiosi, che ne sono usciti più preparati, ispirati e ricaricati, sul piano personale e sportivo.