Perché quasi tutti vogliono correre una maratona?
Perché correre una maratona? È una domanda tutt’altro che banale. Sono 50.000 i runner al via di un’edizione del Marathon de Paris. Nel mondo si organizzano migliaia di maratone e tantissime persone si sono già cimentate con la distanza più iconica della corsa. Perché la maratona attira così tanti sportivi, e persino chi non pratica sport? Facciamo il punto sulle motivazioni che ci spingono a iscriverci a una maratona.
La maratona, una prova leggendaria e ricca di storia
L’origine della maratona risale al 490 a.C.. All’epoca, sulle spiagge di Maratona, in Grecia, soldati ateniesi e plateesi affrontarono i Persiani appena sbarcati. Dopo la schiacciante vittoria dei Greci, un messaggero di nome Fidippide (o Filippide) ebbe l’incarico di portare la notizia ad Atene. Dovette percorrere una quarantina di chilometri. Poco dopo aver compiuto la sua missione, stremato, crollò a terra. Sebbene i racconti non siano univoci, dal suo coraggio e dal suo percorso, legati alla vittoria greca nella battaglia di Maratona, sarebbe nata, quasi 3.000 anni più tardi, la maratona come prova sportiva.
Al di là del mito, la maratona è diventata una prova di prestigio. 42,195 km, per l’esattezza. È la star dei Giochi Olimpici. Ogni volta che viene attaccato il record del mondo, gli occhi del pianeta sono puntati sulla gara. Ogni anno si organizzano migliaia di maratone in tutto il mondo. In un’atmosfera popolare e festosa, questi eventi vedono sfilare runner di ogni livello: dal principiante all’atleta di vertice, da chi insegue un obiettivo personale a chi punta al record, in gruppo o in autonomia. La distanza più leggendaria della corsa riunisce tutti, parla di superamento dei propri limiti e incarna la perseveranza.
Le motivazioni dei maratoneti
Se ogni anno sono milioni le persone che prendono il via di una maratona, significa che esistono motivazioni precise che spingono verso questa distanza. Quando si parla con i maratoneti, emergono ragioni diverse che li hanno portati sulla linea di partenza.
Correre la distanza leggendaria
Perché è un mito, e proprio per questo si vuole affrontarlo. Tra le ragioni che fanno scattare l’iscrizione c’è senza dubbio la storia, il prestigio della maratona. Per i runner più appassionati, dopo i 10 km arriva il test della mezza maratona. E, quasi naturalmente, dopo averla portata a termine si vuole affrontare la distanza più lunga. Perché è leggendaria. Perché fa sognare. Perché la maratona è una prova unica, una sorta di Graal per il runner amatoriale o navigato. Diciamolo chiaramente: ci si iscrive anche per poter dire «ho finito una maratona!» e alzare la medaglia con orgoglio. E avete ragione: correre 42,195 km non è affatto ordinario. Per gli atleti di vertice, la distanza è altrettanto temuta. La durata dello sforzo, l’intensità, i dolori muscolari e il famigerato «muro della maratona»: sono questi gli ostacoli da superare per portare a termine un’avventura sportiva unica.
L’effetto gruppo e un’atmosfera unica
Capita spesso che tra amici, durante una serata un po’ troppo alcolica, ci si lanci delle sfide. Correre una maratona è una di queste. Molti runner si ritrovano al via della distanza regina grazie, o a causa, degli amici. Sotto la spinta del gruppo e della pressione, si cede e si prende il pettorale. Ci si lancia nell’ignoto, ma insieme. In gruppo si è più forti! Partecipare a una maratona è un po’ come andare a una festa, con la differenza che il giorno dopo fanno più male le gambe della testa. A seconda dell’evento, ci si ritrova immersi in un’atmosfera unica, tra fanfare a ogni chilometro, una folla scatenata e un rettilineo finale che diventa il teatro di mille emozioni. Correre una maratona è, in un certo senso, viaggiare. Significa scoprire un luogo nuovo, o riscoprire la propria città, condividendo lo sforzo con perfetti sconosciuti. Oggi le grandi città organizzano la loro maratona, come New York, Parigi, Tokyo o Londra. Anche questo spinge a correre una maratona.
Superare i propri limiti
Correre una maratona rappresenta una grande conquista personale. Per molti è un modo per dimostrare a se stessi di poter portare a termine uno sforzo lungo e impegnativo. Perché arrivare in fondo ai 42,195 km significa, prima di tutto, arrivare in fondo a se stessi. Serve forza fisica e mentale per attraversare la montagna di emozioni della maratona. Nei primi chilometri, gambe e respiro consentono di procedere al ritmo giusto. Poco alla volta, però, la mente prende il sopravvento su un corpo che comincia a sentire la fatica. Il 30° chilometro e il celebre «muro della maratona» sono un momento chiave della gara. Abbandonare può sembrare una tentazione. Per chi riesce a superare questa fase e a raggiungere il traguardo, è un momento di autentico orgoglio. La maratona è anche una scuola di vita che insegna a superare i propri limiti, oltre a determinazione, impegno e rigore. Sì, la preparazione alla maratona è già una prova in sé. Si sviluppa nell’arco di diverse settimane. I futuri maratoneti escono dalla propria zona di comfort fin dai primi allenamenti e devono affrontare i momenti di stanchezza. Con un pizzico di audacia, tanta determinazione e una bella dose di coraggio, si può fare.
Correre per una causa o un progetto personale
Sempre più maratone permettono di correre per sostenere una causa. Questi eventi sportivi nascono e vengono organizzati per sostenere associazioni, sensibilizzare su un tema o raccogliere fondi. Uniscono lo sforzo fisico a un impegno solidale. A volte è proprio questo a spingere i runner a schierarsi al via di una maratona e a superare i propri limiti. Durante l’iscrizione ad alcune maratone è possibile scegliere un pettorale solidale: una parte della quota viene devoluta a un’associazione. È il caso, per esempio, del Marathon de Paris. Queste maratone permettono di unire sport e solidarietà, dando un significato allo sforzo individuale.
Per altri, invece, attorno alla maratona nasce un vero e proprio progetto. Una sfida personale alimentata da motivazioni diverse: uscire dalla propria zona di comfort o vivere un’esperienza unica. C’è chi sceglie di correre una maratona per celebrare una data importante. Per altri è l’obiettivo finale dopo un periodo di rimessa in forma. Ogni maratoneta trova le proprie motivazioni profonde per decidere di prendere il via della distanza regina.
Una prova alla portata di tutti
No, la maratona non è riservata agli atleti élite, ma a chiunque abbia la volontà di arrivare in fondo. Le gare su strada, e in particolare la maratona, sono prove aperte a tutti. Bastano pochi numeri per dimostrarlo. Secondo uno studio condotto nel 2024 da RunRepeat, il maratoneta medio completa i 42,195 km in 4 ore, 26 minuti e 33 secondi. Vale a dire a una velocità di 9,5 km/h, ben lontana da quella dei migliori. Lo studio è piuttosto accurato: RunRepeat ha raccolto i risultati di 35 milioni di gare.
Con diverse migliaia di maratone organizzate ogni anno nel mondo, chiunque può trovare un evento vicino a casa. Gli organizzatori dividono le partenze in griglie: i runner partono per ondate in base al livello, così possono correre accanto a persone con obiettivi più o meno simili. Motivazione e aiuto reciproco garantiti. Ognuno è libero di prepararsi come preferisce e di puntare al proprio obiettivo: un tempo, una posizione o semplicemente arrivare al traguardo.
Allora, perché correre una maratona? Esistono quasi tante risposte quanti sono i runner. Sta a voi trovare il motivo che vi spingerà a preparare una maratona. Al di là della prestazione, correre una maratona è prima di tutto un’avventura umana e un momento di orgoglio indimenticabile.