Campionati del mondo di Tokyo: Azeddine Habz e Jakob Ingebrigtsen eliminati nelle batterie dei 1500 metri

Dorian Vuillet
Da Dorian Vuillet

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Campionati del mondo di Tokyo: Azeddine Habz e Jakob Ingebrigtsen eliminati nelle batterie dei 1500 metri
© STADION-ACTU

Clamoroso a Tokyo: Azeddine Habz, autore della miglior prestazione mondiale dell’anno, si ferma già nelle batterie dei 1500 metri con un modesto settimo posto. E come se non bastasse, anche il fenomeno norvegese Jakob Ingebrigtsen è uscito di scena, chiudendo ottavo nella sua batteria. Per la Francia, Romain Mornet sarà l’unico al via delle semifinali.

Indicato tra le migliori speranze di medaglia della Francia ai Campionati del mondo di atletica di Tokyo (Giappone), Azeddine Habz ha steccato già all’esordio nei 1500 metri, questa domenica mattina. Numero uno al mondo dopo il crono strepitoso fatto segnare a Charléty a fine giugno, 3'27"49, il francese è rimasto intrappolato nel finale e non è riuscito a entrare tra i primi sei in una batteria di alto livello (Josh Kerr e Narve Gilje Nordas tra gli altri), chiudendo soltanto al settimo posto in 3'36"62.

« Non c’è una spiegazione, è uno sport crudele, si rammaricava in zona mista il primatista francese della distanza, a lungo stabile attorno alla quinta posizione prima di perdere terreno sul rettilineo finale. Mi è mancato lo spunto negli ultimi 100 metri. Ho provato a rilanciare, ma vedevo il sudafricano rimontare. Penso fosse ormai troppo tardi. Eppure mi sentivo bene. Normalmente gare come questa, le batterie, le supero senza problemi. Oggi davvero non capisco. È una controprestazione… L’italiano mi ha spinto, ma è normale, fa parte della gara. Cercavo soltanto di mettermi davanti, di essere pronto per lo sprint finale. Negli ultimi 400 metri mi sentivo davvero bene. Ho rilanciato lo sprint, controllavo, guardavo. Ma ho l’impressione che negli ultimi 50 metri non rispondesse più nulla. Vedevo il traguardo allontanarsi. Penso sia stata una giornata storta. Sono arrivato qui con la miglior prestazione mondiale, quindi non mi aspettavo certo di uscire nelle batterie. Volevo evitare questa trappola delle batterie (…). Penso di dover lavorare ancora di più sulle gare di campionato, per non cadere di nuovo nelle trappole delle batterie. » Un fallimento tremendo per colui che aveva già dovuto interrompere la sua avventura olimpica in semifinale a Parigi.

Romain Mornet, unico francese in semifinale

Alle spalle della «guida maledetta» Habz, Romain Mornet si è guadagnato l’accesso al turno successivo. Il vicecampione di Francia di questa estate ha attinto a tutte le sue risorse per strappare il pass sul rettilineo finale della sua batteria. Il mezzofondista della Vandea ha chiuso al quarto posto l’ultima gara, in 3'37"19, alle spalle del rientrante Jake Wightman, campione del mondo nel 2022. Paul Anselmini, invece, non è riuscito a conquistare la semifinale, chiudendo nono nella seconda batteria in 3'41"84.

Anche Jakob Ingebrigtsen finisce al tappeto

I 1500 metri, territorio abitualmente incontrastato di Jakob Ingebrigtsen, hanno riservato un altro colpo di scena: il norvegese è stato eliminato già nelle batterie. A corto di energie e incapace di imporre il proprio ritmo, il due volte campione del mondo dei 5000 metri è scivolato indietro giro dopo giro, chiudendo ottavo nella sua batteria in 3'37"84, ben lontano dai suoi standard.

« È la prima volta che non riesco a passare il turno successivo, si è limitato a commentare Ingebrigtsen. Naturalmente è molto deludente, ma allo stesso tempo è un bagno di realtà. Bisogna prepararsi al meglio e, ovviamente, io non sono al livello. Penso di essere probabilmente più vicino alla forma giusta per i 5000 metri, in questo momento. Recupererò e mi prenderò qualche giorno buono prima di tornare in pista (nelle batterie dei 5000 metri). È tutto un test.»

Colpito al tendine d’Achille in primavera, il campione olimpico dei 1500 metri nel 2021 non gareggiava dal clamoroso doppio successo nei 1500 e 3000 metri conquistato ai Mondiali indoor dello scorso marzo. Per tutta l’estate, il suo entourage ha rimandato il rientro, fino a decidere di schierarlo ai Mondiali senza nemmeno una gara di preparazione nelle gambe. Era troppo presto, e il traguardo lo ha mostrato chiaramente.