Maratona di Amiens, oltre 1.600 runner nel cuore della festa

SL
Da Sabine Loeb

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Maratona di Amiens, oltre 1.600 runner nel cuore della festa
© Adilio Sanches

Domenica 19 ottobre, l’Amicale du Val de Somme ha riunito oltre 1.600 runner lungo la Somme per la Maratona di Amiens e le due prove principali della giornata: la mezza maratona, partita alle 9, e la maratona, scattata alle 13:30, disputata individualmente o a staffetta in squadre da quattro.

Quest’anno niente 100 km della Somme, ma un’intera giornata dedicata alla corsa di lunga distanza. La grande novità di questa edizione riguardava proprio la distribuzione delle gare. L’anno scorso, i 100 km della Somme si erano svolti nella stessa giornata, con partenze ravvicinate per le diverse distanze già dal mattino. Questa volta, la mezza maratona dell’Amicale du Val de Somme e la maratona d’Amiens Métropole occupavano da sole la scena domenicale. Un cambiamento che, nonostante il meteo grigio, non ha intaccato la motivazione dei partecipanti, decisi a dare colore a una domenica autunnale sotto la coperta di nuvole.

I partecipanti alla mezza maratona hanno avuto la fortuna di partire con condizioni meteo favorevoli: niente pioggia né sole pieno, ma una temperatura ideale, nonostante un vento capriccioso che a tratti frenava l’entusiasmo. Non sono mancati alcuni dei nomi più importanti della Somme, a cominciare da Brahim Zouaoui, habitué delle vittorie locali, e da Aurélien Dassonneville, campione francese dei 100 km nel 2024.

Per la maratona, invece, la pioggia ha avuto la meglio, rinfrescando i corpi e complicando il lavoro dei runner. Ma se il cielo si è fatto più scuro, i tempi hanno illuminato la giornata. L’ultrafondista Julien Nison ha confermato il suo status, scrivendo ancora una volta il proprio nome nella storia della gara dopo la vittoria nei 100 km del 2023.

Un percorso ideale per correre forte

Sia la mezza maratona sia la maratona proponevano un tracciato adatto ai neofiti come ai runner esperti a caccia della prestazione. Sviluppato lungo il canale della Somme, il percorso restava molto scorrevole nonostante due brevi salite. La partenza era fissata su una strada asfaltata, l’Avenue des Cygnes, vicino al Parc du Grand Marais, in direzione di Camon. Per oltre 12 km, i partecipanti costeggiavano il fiume alternando tratti cementati e sezioni più morbide, prima di imboccare il celebre chemin de Halage, uno splendido sentiero costeggiato dalle case fiorite degli hortillonnages.

Al termine di questo tratto, i runner facevano inversione e ripassavano nei pressi del centro città, tornando verso il Parc du Grand Marais. Qui era posizionato il cartello del 21° chilometro, che segnava il passaggio alla mezza maratona per i maratoneti. Per loro la gara continuava in direzione di Picquigny, cittadina nota per la sua corsa del Château. Poi dovevano ripercorrere la strada a ritroso lungo il chemin de la Marine, prima di tagliare il traguardo sotto il mercato coperto del Parc du Grand Marais.

I partecipanti alla mezza maratona, invece, effettuavano un solo andata e ritorno lungo la Somme fino a Picquigny. Hélène Lemay, portacolori dell’US Camon e habituée della maratona, confermava: « Quando vuoi battere il tuo record, è perfetto. » Un parere condiviso da Perrine Ysbaert, atleta di casa e decima classificata nella mezza maratona in 1h39: « Era un bel percorso, ed è motivante incrociare gli altri durante l’andata e il ritorno! È davvero molto scorrevole. »

Podio di livello nella mezza maratona

Brahim Zouaoui conquista la vittoria in 1h11’12 al termine di una gara corsa gomito a gomito con Aurélien Dassonneville, frenato da un dolore ma deciso a non mollare. Conoscendo le qualità di resistenza del campione francese dei 100 km, il portacolori dell’Amicale du Val de Somme sapeva di dover sferrare l’attacco negli ultimi chilometri. Ed è esattamente ciò che ha fatto a due chilometri dal traguardo. « Quando davo degli strappi, vedevo che non aveva velocità. Mi sono detto che sarei rimasto al coperto con lui fino agli ultimi due chilometri, poi avrei provato a staccarlo facendo il ritmo ». Il master sarà prossimamente al via dei 10 km di Houilles e Lille, con l’obiettivo di abbassare il proprio record personale sotto i 31’30.

Il vincitore dell’ultima edizione dei 100 km della Somme, Aurélien Dassonneville, arrivava alla partenza con un’infiammazione alla gamba. Affrontava quindi la gara come un test, dopo due settimane di allenamento esclusivamente in bicicletta. Questo non gli ha impedito di migliorare il proprio record sulla distanza: « All’inizio avevo buone sensazioni. Siamo partiti a 3’15, più forte del previsto. Al ritorno, però, con il vento, abbiamo rallentato. Solo negli ultimi 4-5 chilometri il piede mi ha lasciato in pace. Ho cercato di mantenere il ritmo e la posizione. È già un ottimo risultato! ». Il podio è completato da Robin Dourlens, da poco arrivato nella metropoli, che qui correva la sua prima mezza maratona insieme alla compagna Anaïs Maquinghen. « Ho chiuso in 1h12’51, esattamente quello che puntavo a fare. Sono riuscito a riprendere il terzo, che avevo nel mirino. È stato un vero inseguimento fino all’ultimo chilometro! »

Anne-Laure Salomon, del RCA Triathlon, si impone al femminile e taglia il traguardo in 1h23’47. Alla sua seconda mezza maratona, Anaïs Maquinghen, più abituata ai trail e ai 10 km, non ha sfigurato: ha migliorato il proprio record di dieci minuti e ha tagliato il traguardo senza segni di cedimento in 1h24’48. Si è divertita su « questo percorso scorrevole » seguendo le orme del padre e allenatore al Boulogne AC. Era soltanto la seconda gara sulla distanza anche per Louisa Dezaele, che però si allena da sola tre o quattro volte alla settimana. Arrivata appena cinque minuti prima della partenza, ha firmato un bel terzo posto in 1h30’17… mentre il suo compagno, atleta locale, la seguiva poco più indietro.

42,195 km e vittorie decise con la testa

La maratona si è decisa in 2h32’53. Una liberazione per Julien Nison, atleta dell’ultraresistenza, vincitore dei 100 km due anni fa in 6h39 e convocato l’anno scorso ai Mondiali con la nazionale francese, quando fu costretto a saltare la gara di casa. « Gli ultimi quattro chilometri sono stati una battaglia contro me stesso. Di solito sono ritmi che gestisco, forse ho avuto una piccola crisi ipoglicemica, anche se mi sono alimentato bene, oppure è stato il freddo ». In difficoltà, così come la moglie che ha dovuto ritirarsi, ha chiuso lontano dal proprio record personale di 2h24, ma soddisfatto: « Non è il tempo che speravo, sotto le 2h30, ma penso che oggi nessuno sia riuscito a fare quello che voleva. »

Alle sue spalle, il secondo classificato, Boris Estrine, master 3, non era venuto per correre una maratona. « Dovevo soltanto fare un allenamento in vista della finale dei 5 km della prossima settimana… poi le gambe giravano bene. » Sospinto dal vento fino al 32° chilometro, ha poi pagato lo sforzo nel finale, mantenendo però il sorriso: « Con una salute migliore e un po’ più di densità, sarebbe potuta andare ancora meglio! ». Léo Crowet, habitué del podio della maratona di Amiens, è arrivato dal Nord per conquistare un terzo posto dal sapore di vittoria. Vittima di vesciche sotto i piedi già dal 30° chilometro, ha resistito fino alla fine: « Ho stretto i denti! L’obiettivo era recuperare dopo Rouen, che ho corso tre settimane fa. È uno dei miei tempi peggiori, ma siamo partiti troppo forte. »

Tra le donne, la vittoria è andata a Virginie Cochereau, arrivata da Blois, prima in 3h15’54. « La maratona nel pomeriggio era una novità per me. Sono felicissima di aver vinto, anche se non è un tempo eccezionale. » Arrivata con il marito, anche lui runner, scopriva Amiens: « Abbiamo scelto questa maratona per la cattedrale, è la nostra decima. Non corriamo mai due volte la stessa gara ». Alle sue spalle, Sandra Humbert, anche lei arrivata dal Nord, ha stabilito il proprio record personale nonostante un finale complicato. « Sono contenta, ma anche un po’ delusa. Sono partita troppo forte e il finale è stato duro con il vento. Per fortuna c’erano i miei figli e mio marito a incoraggiarmi ». Gwendoline Cerouter, coraggiosa e lucida, ha corso soprattutto con la testa dopo essere stata costretta a fermarsi al 15° chilometro: « Ho tenuto duro. Ho visto alcune ragazze cedere e, bisogna dirlo, ci si alimenta un po’ anche di questo per resistere. Volevo fare 3h30, ho chiuso in 3h34, ma con una sosta va bene così. Sinceramente non ci credevo proprio. È fantastico! »

I volontari, il cuore delle gare

È innegabile: senza di loro, le gare su strada non esisterebbero. Ci sono quelli che vengono occasionalmente a dare una mano e poi ci sono gli irriducibili, quelli che ritrovi a ogni edizione. Tra loro c’è Marie Dubuc. Presente a tutti gli eventi dell’Amicale du Val de Somme, più di sei all’anno, anche questa volta era al suo posto, un po’ stanca ma ben accompagnata, soprattutto dal figlio, coinvolto con lei nell’avventura del volontariato. Il suo nome lo conoscono tutti. Gilles, un altro volontario, sorride: « Marie è la star dei volontari! ». Anche lui fa parte degli habitué. Runner abituale, ci tiene a restituire il favore a chi di solito lo incoraggia durante le gare.

Originario di Reims, quella mattina gestiva il flusso dei runner: « Domenica scorsa ho corso una mezza a Reims. Ho apprezzato il lavoro dei volontari e oggi tocca a me. » A volte riesce persino a fare entrambe le cose. Al prossimo evento del suo club, a dicembre, sarà volontario alle 7 e runner alle 10. Mathilde Gillon, tesserata con l’Amicale du Val de Somme da vent’anni e membro del comitato direttivo, coordina la squadra incaricata delle medaglie e del ristoro finale. Riassume perfettamente lo spirito di questa giornata: « Mi piace il rapporto con le persone, vedere il loro sorriso… Perché senza volontari non ci sono gare. Aiutarsi è importante e fa bene anche dal punto di vista umano. Ne abbiamo tutti bisogno ». In tutto, oltre 150 volontari hanno contribuito al buon svolgimento della giornata.

Tutto il tifo per accogliere i finishers

Sotto il grande padiglione del parco, un centinaio di sostenitori si erano accalcati per applaudire i finisher della maratona. Ma anche per la mezza maratona gli incoraggiamenti non sono mancati. I membri della Brigade du kiff non correvano quella domenica, ma per loro era impossibile restare a bordo strada. Questo gruppo di amici d’infanzia, tutti runner nel tempo libero, è venuto a fare il tifo per uno di loro, con cartelli colorati in mano e un entusiasmo contagioso. Presenti già al 5° chilometro e all’arrivo, hanno acceso l’atmosfera ovunque passassero. Il loro amico Raphaël Viguier ha vissuto un’edizione speciale, sul piano umano e su quello sportivo: « Fa bene rivederli all’arrivo. È la mia terza maratona, ma la prima con un obiettivo. Volevo fare 3h35, ho fatto meno ed è anche grazie a loro! »

Anche questa edizione ad Amiens ha lasciato il segno, nonostante l’assenza dei 100 km della Somme. I runner della maratona d’Amiens Métropole e della mezza maratona dell’Amicale du Val de Somme hanno animato i percorsi della città con il loro coraggio e la loro determinazione.

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