Maratona di Chicago 2025, John Korir e Jacob Kiplimo inseguono il record
Domenica 12 ottobre la Maratona di Chicago tornerà a essere il teatro di una delle più grandi feste della corsa mondiale. Quasi 53.000 runner invaderanno le strade della Windy City, in un’atmosfera elettrica. Tra loro ci saranno i migliori maratoneti del pianeta, pronti a inseguire la gloria, un record o semplicemente un posto nella storia. Il duello tra John Korir e Jacob Kiplimo, primatista mondiale della mezza maratona, si annuncia epico. Dopo edizioni segnate da prestazioni fuori dall’ordinario, quella del 2025 promette scintille.
Una città, una storia, una cultura della maratona
Dal 1977, Chicago si è affermata come uno dei monumenti della maratona mondiale. Con il suo percorso piatto, un’organizzazione impeccabile e un’atmosfera incandescente, la gara è diventata un punto di riferimento assoluto. In breve tempo è entrata nell’élite delle World Marathon Majors, accanto ai giganti New York, Boston, Londra, Berlino e Tokyo.
La partenza è a Grant Park, il cuore verde della città. I runner affrontano 42,195 km attraversando 29 quartieri: dal Loop ai grattacieli del centro, da Chinatown a Pilsen, da Little Italy a Lincoln Park. Ogni zona ha la propria identità, la propria musica, il proprio tifo. Il percorso è una cartolina vivente di Chicago, scandita da spettatori instancabili.
E ogni anno, quando i primi raggi di sole colpiscono il lago Michigan, pensiamo la stessa cosa: qui la maratona è una celebrazione dello sport, della diversità e del superamento dei propri limiti.
Leggende e record
Chicago non si è limitata a vedere sfilare i migliori. Spesso li ha fatti conoscere al mondo. Negli anni Novanta, Khalid Khannouchi dominava la scena con diverse vittorie e tempi già vicinissimi ai record mondiali. Tra le donne, icone come Paula Radcliffe, Joan Benoit Samuelson e Liliya Shobukhova hanno scritto pagine importanti della storia della gara.
Più di recente, la città ha vissuto due momenti che hanno cambiato il volto della maratona moderna. Nel 2023, Kelvin Kiptum aveva lasciato il mondo a bocca aperta con un tempo stratosferico: 2h00’35, nuovo record mondiale. L’anno seguente, Ruth Chepngetich ha spinto oltre il limite del possibile, diventando la prima donna sotto le 2h10 (2h09’56). Due prestazioni che hanno confermato Chicago come il terreno più veloce del circuito, capace di trasformare una bella giornata d’autunno in una pagina di storia.
2025, un cast da sogno e una sfida enorme per Korir
Anche quest’anno gli occhi saranno puntati su Grant Park. E non potrebbe essere altrimenti: il cast dell’edizione 2025 ha tutto per diventare un blockbuster. Il campione in carica John Korir è all’altezza del suo nome e rimetterà in gioco la corona. Vincitore nel 2024 in 2h02’44, ora punta più in alto. Molto più in alto. Si parla di un possibile assalto al record del percorso, forse persino a quello mondiale se le condizioni saranno perfette. Korir sa gestire la pressione: quest’anno ha già trionfato a Boston e la sua continuità impressiona.
Di fronte a lui ci sarà un’armata keniana ed etiope pronta a darsi battaglia. Timothy Kiplagat (2h02’55), Amos Kipruto (terzo lo scorso anno), Cybrian Kotut e il belga Bashir Abdi, due volte medagliato olimpico, completano un parterre di altissimo livello. Ogni errore si pagherà caro. Sempre elegante nella corsa e micidiale nelle accelerazioni, l’ugandese Jakob Kiplimo, primatista mondiale della mezza maratona (56’42 a Barcellona nel 2025), ha scelto di non partecipare ai Mondiali di atletica di Tokyo e sarà uno degli uomini da seguire con maggiore attenzione. Le sue prestazioni recenti lasciano pensare che possa avere un ruolo decisivo nel finale. A Chicago, il minimo errore di ritmo può mandare in fumo una maratona costruita sui secondi. Si punta a un tempo sotto le 2h02.
Etiopia in forze, Mélody Julien pronta a inserirsi
In campo femminile il trono è vacante: Ruth Chepngetich, primatista mondiale, è sospesa per doping da luglio. Un’assenza che riapre completamente la gara e mette le ali alle etiopi. Megertu Alemu, terza qui nel 2023, arriva in condizioni eccellenti. Hawi Feysa (2h17’00) e Bedatu Hirpa figurano a loro volta tra le candidate alla vittoria. Il duello Kenya-Etiopia si annuncia ancora una volta spettacolare.
Tra le partenti ci sarà anche Mélody Julien, chiamata a difendere i colori francesi. Imprendibile dall’inizio alla fine, la fondista dell’Association Multisports Montredonnaise ha dominato due settimane fa i viali regali di Paris-Versailles. La francese, autrice di un solido 2h25’00 a Valencia nel 2023, punta ancora una volta ad abbassare il proprio record su un percorso ideale per fare il tempo. Dopo una preparazione accurata e diverse uscite convincenti sulla mezza maratona, arriva a Chicago con ambizioni precise: scendere sotto le 2h25 e stabilizzarsi tra le migliori maratonete europee. A 25 anni, Mélody Julien conferma gara dopo gara il proprio status di talento della maratona.
Un percorso da record
Il segreto del successo di Chicago è il suo profilo piatto e scorrevole, un anello perfettamente calibrato per mantenere un ritmo costante. La prima metà, spesso veloce, permette di impostare la gara; la seconda, più esposta al vento, fa la differenza tra i buoni e i grandissimi. Gli ultimi metri, su Roosevelt Road, regalano quella breve salita prima dello sprint finale verso Grant Park: uno strappo corto ma crudele, conosciuto da ogni finisher.
Con temperature spesso fresche, intorno agli 8-12 gradi, e un’organizzazione al millimetro, Chicago resta una delle maratone più veloci del mondo. Qui i record cadono più spesso che altrove, ma nulla è mai garantito: il vento del lago Michigan, a volte imprevedibile, ricorda volentieri che anche i campioni devono fare i conti con la natura.
Cosa aspettarsi da questa edizione
Per questa edizione 2k25 si aprono diversi scenari. Se Korir troverà le condizioni giuste e un pacer solido, la barriera delle 2h02 potrebbe vacillare. Tra le donne è probabile una gara tattica: senza Chepngetich, le favorite potrebbero controllarsi a vicenda fino a giocarsi tutto in un finale esplosivo.
Il contesto aggiunge una forte dimensione emotiva. Chicago conserva ancora il ricordo del record di Kelvin Kiptum, scomparso tragicamente pochi mesi dopo quell’impresa. La sua presenza resta ovunque: sugli striscioni, nelle conversazioni, nell’emozione dei runner. La maratona 2025 avrà inevitabilmente il sapore di un omaggio.
Come seguire la Maratona di Chicago?
Per chi vive di 42,195 km, perdersi le imprese dei favoriti non è un’opzione. I canali del gruppo Eurosport trasmetteranno la gara domenica 12 ottobre, a partire dalle 14:15.
Un’organizzazione al millimetro
Se c’è una maratona in cui tutto sembra sotto controllo, è proprio questa. Ritiro dei pettorali rapidissimo al McCormick Place, sicurezza da concerto rock, ristori ogni due chilometri, volontari ovunque… Chicago è la maratona in versione «efficienza americana».
L’esperienza del runner è al centro di tutto: un villaggio d’arrivo animato, un pubblico scatenato e una città che per tre giorni vive letteralmente al ritmo della maratona. Persino i caffè aprono prima per accogliere i sostenitori e i grattacieli si vestono di striscioni con scritto «Go runners!».
La città unita per una gara che non assomiglia a nessun’altra
Il giorno dopo, le strade di Chicago si riempiono di eroi del quotidiano, con la medaglia al collo e un sorriso stanco ma orgoglioso. Qui ogni finisher viene celebrato come un campione. I residenti tirano fuori le bandiere, i musicisti ripropongono gli inni del giorno prima e tutte le conversazioni ruotano attorno allo stesso argomento: la maratona. Chicago ha il raro talento di trasformare la corsa in un legame collettivo.
Ciò che distingue Chicago è l’equilibrio perfetto tra prestazione ed emozione. Una gara velocissima, ma profondamente umana. Una maratona in cui il record mondiale e il sogno di chi affronta la prima 42 km convivono sulla stessa linea di partenza. E in questa città dall’energia contagiosa, ogni edizione sembra destinata a regalare qualcosa di indimenticabile.
I nostri pronostici: tira aria di record?
A Marathons.com ci piace prendere posizione. Impossibile, quindi, sottrarsi al gioco dei pronostici. Tra gli uomini, John Korir sembra l’uomo da battere. La sua esperienza e la fiducia accumulata potrebbero permettergli di correre intorno alle 2h02’10, se il vento resterà favorevole. Alle sue spalle, Amos Kipruto e Bashir Abdi dovrebbero completare il podio, a meno che Timothy Kiplagat non approfitti di una partenza prudente per sorprendere tutti.
Tra le donne, Megertu Alemu ha tutto per conquistare il suo primo grande Major. La sua facilità sui percorsi piatti e una gestione di gara al millimetro potrebbero portarla verso un 2h16’30, appena davanti a Irine Cheptai e Hawi Feysa.
Come sempre a Chicago, le certezze durano quanto un respiro. Il vento può cambiare, la magia può colpire altrove. Forse è proprio per questo che amiamo così tanto questa maratona: conserva sempre una dose di imprevedibilità, poesia e fiato sospeso.
✔ Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale della Maratona di Chicago.