Mondiali di Tokyo: Isaac Nader, il colpo portoghese nei 1500 metri
A Tokyo, i 1500 metri maschili hanno regalato un finale da thriller. Quando Jake Wightman sembrava ormai lanciato verso il suo secondo titolo mondiale, il portoghese Isaac Nader è sbucato negli ultimi metri per strappargli l’oro, davanti a un britannico ammutolito e a un gruppo sconvolto da cadute e infortuni.
Ha fatto una Gressier o una Beamish, decidete voi. Il portoghese Isaac Nader ha messo a segno il colpo perfetto sulla pista di Tokyo, mercoledì, nella finale dei 1500 metri dei Mondiali. Eppure tutto sembrava apparecchiato per Jake Wightman, sorprendente campione del mondo nel 2022 e ormai lanciato verso il secondo titolo. Ma Nader è sbucato negli ultimi 30 metri e ha beffato tutti. Tempo: 3’34’’10, appena due centesimi davanti al britannico (3’34’’12). A completare il podio è stato il keniano Reynold Cheruiyot, bronzo in 3’34’’25, nella finale più lenta dai tempi della masterclass dell’americano Matthew Centrowitz ai Giochi di Rio 2016.
Una gara piena di colpi di scena
La gara, però, si è sviluppata in più capitoli. Quinto in 3’34″52, il convincente Niels Laros, sesto ai Giochi di Parigi e vincitore delle ultime due gare di Diamond League, si era subito portato nelle prime posizioni insieme a Timothy Cheruiyot (quarto in 3’34″50). Tra i 500 e i 700 metri il ritmo è calato, quasi troppo, prima che il veterano keniano cambiasse di nuovo marcia. Il terreno ideale per un’esplosiva battaglia finale. A 500 metri dal traguardo, Jake Wightman ha lanciato il suo attacco. Sembrava di rivivere la sua impresa di Eugene 2022: il britannico, a suo agio anche sugli 800 metri, ha preso la testa, si è staccato e sembrava involato verso il secondo titolo mondiale.
Ma nella curva prima dell’ultimo giro, il connazionale Josh Kerr si è infortunato al polpaccio destro, perdendo ogni speranza. In coda al gruppo, il campione del mondo in carica ha lottato fino alla fine per arrivare al traguardo zoppicando, coraggioso ma lontanissimo (14º in 4’11’’23). Poi, sul rettilineo finale, è spuntato l’inaspettato vincitore del miglio al meeting di Oslo della Diamond League, lanciato come uno sprinter, per togliere a Wightman la gloria. Una sorpresa enorme per un atleta che ai Mondiali indoor non era mai andato oltre due quarti posti (2024 e 2025) e che a 23 anni correva ancora la distanza in 3’36″50 (3’29″37 il suo miglior tempo stagionale).
La 24ª medaglia portoghese nella storia dei Mondiali
« Negli ultimi 100 metri ho creduto fino in fondo in me stesso, ha commentato a caldo il bronzo agli Europei indoor di Apeldoorn dello scorso marzo. Sapevo che Jake (Wightman) avrebbe lottato fino alla fine, così mi sono tuffato. Probabilmente era la prima volta che lo facevo in carriera, ma non potevo rischiare di perdere un titolo mondiale. Alla fine ha pagato! Non ho parole per quello che è successo. (…) Alcune persone mi hanno criticato e hanno detto che non ce l’avrei mai fatta, ma eccomi qui, campione del mondo. Purtroppo non sono riuscito a sentire la squadra portoghese che mi incitava, perché qui il pubblico è davvero rumoroso. È uno dei miei sogni che si avvera, l’altro dovrà aspettare fino al 2028. Vincere l’oro a Los Angeles non è una promessa, è semplicemente un sogno. »
Questo titolo regala al Portogallo la prima medaglia nella capitale giapponese e proietta Isaac Nader nella leggenda. Ottavo campione del mondo nella storia del Paese, l’atleta del Benfica aggiunge anche la 24ª medaglia al bottino nazionale. E sulla distanza, il ragazzo di Faro, nel sud del Portogallo, entra in una prestigiosa dinastia: dopo Carla Sacramento, oro ad Atene nel 1997 e bronzo a Göteborg nel 1995, e Rui Silva, bronzo ad Atene nel 2004 e poi a Helsinki nel 2005, Nader ha conquistato la quarta medaglia portoghese in quella che è diventata una specialità lusitana.
Un podio senza i suoi giganti né i francesi
Questa finale aveva già perso per strada diversi big, tra cui due norvegesi dai curriculum pesanti. Jakob Ingebrigtsen, campione olimpico in carica, è uscito già nelle batterie, debilitato e senza gambe. Il connazionale Narve Gilje Nordås non ha fatto meglio, fermandosi in semifinale. Tra gli americani, Cole Hocker, campione olimpico a Parigi, è stato squalificato in semifinale per una gomitata nella volata finale. E i francesi? Nessuno tra i 14 finalisti. Il miglior interprete stagionale, Azeddine Habz (3’27″49), e il connazionale Paul Anselmini non hanno superato le batterie, mentre Romain Mornet si è fermato in semifinale.
Una finale che rimescola le gerarchie mondiali
Con uno sprint, Isaac Nader ha cambiato status: da finalista ambizioso, 12º nel 2023 a Budapest, il mezzofondista di 26 anni è diventato campione del mondo. Jake Wightman, battuto per un soffio, riparte frustrato ma da grande protagonista della gara. E Reynold Cheruiyot, appena 20 anni, conferma di essere il nuovo punto di riferimento keniano sulla distanza. Una specialità ormai attesa quanto i 100 metri in ogni grande manifestazione.
La finale di Tokyo ha dimostrato una cosa: i 1500 metri restano una gara in cui le gerarchie possono saltare al minimo passo falso. Wightman l’ha imparato a proprie spese, Kerr suo malgrado, mentre Nader ne ha approfittato per iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro, con grande stile.