Mondiali di Tokyo: Tigst Assefa contro il resto del mondo nella maratona femminile
Record del mondo, campionesse olimpiche, outsider pronte a sorprendere… La maratona femminile dei Mondiali di Tokyo si annuncia come una gara leggendaria. Tigst Assefa domina i tempi, ma la profondità del campo alle sue spalle promette una sfida mozzafiato. E se fosse Manon Trapp a spuntarla?
Mai una maratona femminile iridata aveva riunito così tante atlete sotto le 2h20. L’arrivo di Tigst Assefa (Etiopia) e dei suoi record stratosferici ha rimescolato le carte. Ma attenzione: nelle gare di campionato, i tempi contano meno della gestione dello sforzo e dell’esperienza. Tokyo, con il suo clima talvolta pesante a settembre, potrebbe regalare uno scenario inatteso il 14 settembre, a partire dalle 00:30 (ora italiana).
Tigst Assefa, la regina indiscussa
Con il 2h11'53 di Berlino 2023, Tigst Assefa ha demolito il record del mondo. Un tempo che, appena cinque anni fa, sembrava semplicemente impossibile. A 28 anni, l’etiope incarna una nuova era della maratona femminile, in cui i ritmi degli uomini di dieci anni fa sono ormai diventati un riferimento per le donne. Assefa ha la capacità unica di correre a 3'07 al chilometro… e di mantenerlo per 42 km. Il suo segreto? Il passaggio lampo dal mezzofondo, con un passato da 800ista da 1'59'', alla maratona, una resistenza al dolore fuori dal comune e un’impressionante economia di corsa. Ma la storia recente ricorda che anche una regina può inciampare. A Boston 2024 si è ritirata, dimostrando che il suo modello non è infallibile. Tokyo sarà quindi un test: dominio assoluto o prima grande sconfitta in un campionato?
L’armata etiope: la profondità
Sutume Asefa Kebede, la compagna di squadra pericolosa
Con un personale di 2h15'55, Sutume Asefa Kebede è una delle poche atlete in grado di seguire Assefa su ritmi elevati. Ha vinto diverse maratone internazionali, tra Dubai e Seul, e sa muoversi alla perfezione in gruppo. Il suo obiettivo? Sfruttare la marcatura su Tigst per piazzare un attacco a sorpresa.
Tigist Ketema, la nuova ondata
Nel gennaio 2024, a Dubai, Tigist Ketema ha fatto sensazione correndo in 2h16'07 al suo primo grande appuntamento sulla distanza. A soli 25 anni, rappresenta il futuro della maratona etiope. Meno esperta, ma piena di audacia, potrebbe essere la sorpresa sul podio se la gara dovesse diventare selettiva.
➜ Con Assefa, Kebede e Ketema, l’Etiopia schiera un trio capace di chiudere la gara e imporre un ritmo infernale.
Il Kenya: l’esperienza delle campionesse
Peres Jepchirchir, la padrona dei grandi appuntamenti
Quando si parla di campionati, è impossibile non citare Peres Jepchirchir. Campionessa olimpica a Tokyo nel 2021 e due volte iridata nella mezza maratona, la kenyana ha qualcosa che alle altre manca: una scienza tattica fuori dal comune. Il suo personale di 2h16'16 la colloca ai vertici, ma soprattutto sa vincere nei contesti più competitivi.
A Boston e New York ha già dimostrato di sapersi imporre in condizioni difficili. Tokyo 2025 potrebbe essere l’occasione per negare ad Assefa il titolo annunciato.
Magdalyne Masai, la regolarità
Con un PB di 2h18'58, Magdalyne Masai non ha il profilo della primatista, ma è di una continuità impressionante. La sua capacità di correre intorno alle 2h19 in qualsiasi condizione può proiettarla verso un podio mondiale, soprattutto se il caldo o una partenza troppo veloce faranno saltare le favorite.
Le outsider da tenere d’occhio
Lonah Chemtai Salpeter, l’esperta
Campionessa europea nel 2022, Lonah Chemtai Salpeter (Israele) vanta già un palmarès importante: bronzo ai Mondiali di Eugene 2022 e diverse vittorie nel circuito internazionale. Il suo PB di 2h17'45 dimostra che la velocità non le manca. Ma a impressionare è soprattutto la sua durezza mentale. Capace di lottare da sola per chilometri, può sorprendere se la gara esplode presto.
Stella Chesang, il futuro dell’Uganda
Ex specialista dei 10.000 metri, Stella Chesang ha completato alla perfezione la sua transizione. Con 2h18'26, è già entrata nella top 20 mondiale. A soli 28 anni, incarna una generazione emergente in Uganda. Meno esperta delle big, ma dotata di una notevole resistenza, potrebbe restare agganciata al gruppo di testa fino alla fine.
Susanna Sullivan, l’americana in agguato
Con un PB di 2h21'56, Susanna Sullivan non ha le armi per giocarsi la vittoria. Può però puntare a una top 10 mondiale, che sarebbe già un risultato enorme per un’atleta statunitense. In una gara di campionato, può approfittare di un ritmo spezzato per risalire posizioni.
Manon Trapp… e perché no?
Quindicesima al mondo alla partenza (2h23'38, Siviglia 2024), Manon Trapp, unica francese iscritta alla distanza regina dopo il forfait della primatista nazionale Mekdes Woldu a metà agosto, ha le sue carte da giocare nonostante una concorrenza spietata per la vittoria. Per la savoiarda ci sarà anche voglia di rivincita, dopo la mancata convocazione per i Giochi olimpici di Parigi dello scorso anno. Una top 10 all’arrivo? O magari qualcosa in più, è quello che speriamo.
È il record del mondo di Assefa. Per fare un confronto, il record dei campionati del mondo è di 2h18'11 (Gebreslase a Eugene nel 2022). In altre parole: se la gara sarà veloce, Assefa potrebbe demolire i riferimenti storici.
Il peso della storia
La maratona femminile ai Mondiali è più aperta di quella maschile. L’Africa orientale domina nettamente, ma alcune europee o asiatiche sono riuscite a inserirsi nella lotta. Nel 2019 a Doha trionfò Ruth Chepngetich (Kenya), in un caldo soffocante. Nel 2022 a Eugene si impose Gotytom Gebreslase (Etiopia) in 2h18'11.
Tokyo 2025 potrebbe consacrare Assefa, ma anche ricordare che i campionati riservano sempre sorprese: gestione dei rifornimenti, adattamento al clima e capacità di reggere attacchi ripetuti.
Gli scenari possibili
Dominio di Assefa: l’etiope impone un ritmo da 2h14-2h15 e nessuna riesce a seguirla.
Gara tattica: Jepchirchir aspetta, tutte osservano Assefa. Il gruppo resta compatto fino al 35° km, prima dello sprint finale.
Il gruppo esplode: sotto il caldo di Tokyo, le partenze rapide si pagano care. Outsider come Salpeter o Chesang ne approfittano per strappare una medaglia.
La maratona femminile dei Mondiali 2025 si annuncia come la gara dell’anno. Tigst Assefa parte favorita, ma la profondità del campo alle sue spalle è impressionante. Jepchirchir incarna l’esperienza, Kebede e Ketema la gioventù, Salpeter e Chesang l’audacia delle outsider. Tokyo potrebbe incoronare una regina indiscussa… oppure regalare una di quelle sorprese che solo la storia della maratona sa offrire.