Paris-Versailles 2025, Mélody Julien e Faustin Guigon incoronati

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Da Linford Dirou

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Paris-Versailles 2025, Mélody Julien e Faustin Guigon incoronati
© Paris-Versailles

La 46ª edizione della Paris-Versailles ha fatto ancora una volta vibrare le strade, dal 16° arrondissement fino alla Reggia di Versailles, con quasi 25.000 corridori al via ai piedi della Torre Eiffel. Cielo azzurro, sole splendente e atmosfera popolare: l’evento, organizzato dall’associazione Paris-Versailles, ha mobilitato 1.800 volontari per garantirne il regolare svolgimento. Sui 16,2 km di questo percorso mitico, tra festa popolare e autentica sfida sportiva, Mélody Julien (53’03) e Faustin Guigon (50’13) hanno brillato firmando due ottimi tempi.

La gara esiste da 46 anni e da allora continua ad attirare corridori, provenienti per l’85% dalla regione parigina. Se il record di partecipazione non è stato battuto, con il numero massimo di iscritti raggiunto ogni anno dal 2013, il successo di questa corsa «storica» resta impressionante.

Mélody Julien, regina di Versailles

È una gara particolarmente apprezzata dalla fondista dell’AM Montredonnaise. Un percorso mosso, una competizione agguerrita, condizioni meteo ideali: la Paris-Versailles riunisce tutti gli ingredienti per una prova solida. A due settimane dal suo obiettivo principale, la Marathon de Chicago, Mélody Julien ha confermato il suo eccellente stato di forma. Ha dominato la gara, conservando il suo trono davanti alla Reggia di Versailles con un tempo di 53’02 (contro 55’29 nell’edizione 2024). Alle sue spalle, grande talento: Anaïs Quemener ha chiuso seconda (57’21) ed Émilie Christel ha completato il podio (1h02’06).

Ora per Mélody Julien ci sono due settimane di scarico prima di schierarsi alla partenza della mitica Marathon de Chicago, dove nel 2023 e nel 2024 sono stati battuti i due record mondiali della maratona, femminile e maschile. Lo scenario è pronto. La ventiseienne del Tarn proverà a proseguire la sua spettacolare ascesa nel fondo francese, andando a caccia di un nuovo primato personale (2h25’00, corso a Valencia nel 2023).

Mélody Julien, arrivata appositamente dal Tarn per difendere il titolo, ha vinto ancora. Tornare sui luoghi dei Giochi olimpici di Parigi è per lei un bel modo di dare il via alla stagione. « Sapevo di essere in forma, ma arrivo da due settimane di allenamenti intensi, quindi avevo un po’ paura di essere stanca, come l’anno scorso, quando avevo corso subito dopo i Giochi. Ho avuto sensazioni ottime e sono ottimista per la maratona di Chicago del 12 ottobre. Mi fa davvero piacere correre qui e l’obiettivo era fare il bis», ha raccontato, stremata ma felice.

Anaïs Quemener, ancora tesserata per La Meute, assediata da ogni parte per scambiare qualche parola e scattare foto, si è detta felicissima del secondo posto: « Sono venuta un po’ con l’idea di scoprire la gara, perché non partecipavo a una competizione ufficiale a Parigi dalla nascita di mio figlio Elyo. Non avevo quindi un vero obiettivo quando ho preso il pettorale. Ma con il passare dei chilometri mi sono lasciata coinvolgere e, come sempre, mi sono divertita tantissimo. Mi sono ritrovata in un gruppo con altri corridori, è stato fantastico! Il piazzamento è un bonus, perché non era il mio obiettivo principale, ma diciamo che la stagione è iniziata bene. »

Molto più indietro, Emilie Christel ha conquistato il terzo posto in 1h01’42. Appassionata di corsa fin da giovanissima, la versagliese si è messa in luce alla sua prima partecipazione. « Ho saputo di essere terza a un chilometro dall’arrivo. Sono felicissima di arrivare a casa, pronta a gustarmi il pollo della domenica. Partire nelle griglie preferenziali mi ha davvero facilitato la gara. È stato fantastico! », ha raccontato l’ex atleta del club di Saint-Quentin-en-Yvelines.

È un piacere correre qui, grazie agli organizzatori e ai volontari. L’anno scorso avevo corso dopo i Giochi ed ero un po’ stanca. Ho appena concluso due settimane di preparazione intensa e ho ottime sensazioni in vista del 12 ottobre: il mio obiettivo è la Marathon de Chicago all’inizio di ottobre.

Mélody Julien
© Paris-Versailles

Faustin Guigon, una vittoria che fa bene

Erano appena le 10:50 quando Faustin Guignon ha tagliato il traguardo, nettamente in testa, con un tempo di 50’13. Il favorito Florian Carvalho, atleta internazionale francese con 23 convocazioni, non ha demeritato, chiudendo in 50’54. Il rappresentante del Pays de Fontainebleau Athlétisme oggi mette il piacere davanti a tutto. « La forma è secondaria: arrivo dalla mezza maratona Auray-Vannes, che si fa ancora sentire, e ho vissuto una settimana un po’ complicata sul piano personale. Sono contento di essere rimasto davanti insieme a Faustin e Sacha, è stata una bella domenica. Torneremo più forti. Oggi corro per il piacere, ma trasmetto anche la mia esperienza ai giovani del club e continuo a divertirmi: è la cosa più importante ». Sacha Liguori ha completato il podio, felice di salire sul podio insieme a due atleti di questo calibro.

Sono sorpreso. È la mia terza partecipazione e avevo qualche riferimento cronometro alla mano. Volevo scendere sotto i 52 minuti e ho corso in 50’13. È incredibile! Le condizioni erano favorevoli, il meteo perfetto, conoscevo il percorso e mi sentivo bene. È una vittoria magnifica, dalla Torre Eiffel fino alla Reggia di Versailles. Non potevo sognare di meglio per questa grande classica.

Faustin Guigon
© Paris-Versailles

La temibile Côte des Gardes, la sfida dei corridori

La Côte des Gardes, lunga 2 km con una pendenza media del 7% e punte del 12%, gode già di una certa fama nell’area parigina, soprattutto grazie al tracciato mitico della gara. Suscita fascino, attrazione… ma anche apprensione. Fadila Imerglik, che ha completato la prova in 1h18 migliorando nettamente il record dell’anno scorso (1h22), ne ha raccontato la difficoltà: « Quello che temevo di più era la salita. Me la sognavo davvero di notte. È durissima, con tratti all’11%, difficile da allenare. Non sono una scalatrice, quindi sapevo di dover recuperare sul resto della gara. Anche a un ritmo di 7 min/km fa male ai glutei e alle cosce… mio Dio, che incubo!  ». Lola Le Brestec, della Team Infinity Run, consigliava di « non partire troppo forte, perché la salita si affronta in due tempi. Arrivati all’Osservatorio di Meudon si pensa che sia finita… ma resta ancora un tratto. Bisogna davvero conservare energie fino alla fine: ci sono ancora due o tre salite, poi un falso piano di 2 km fino al traguardo, che si intravede in lontananza. »

Gli scout, il motore dell’atmosfera sul percorso

Nata nel 1976, la gara poggia su un modello associativo unico. Nessun finanziamento pubblico: il budget è garantito esclusivamente dalle iscrizioni e dall’impegno di quasi 2.500 persone, tra cui 1.800 volontari provenienti dai club locali. Più che una corsa, la Paris-Versailles è una grande festa popolare e una vetrina del running francese sul piano organizzativo.

I volontari svolgono un ruolo centrale per tutta la durata dell’evento. I club locali sono naturalmente coinvolti, ma gli Scouts et Guides de France si distinguono in modo particolare per energia ed entusiasmo. Presenti alla partenza, ai ristori e persino sulla temibile Côte des Gardes con le loro sirene da nebbia, erano ovunque. Circa 400 di loro avevano il compito di accogliere i finisher all’arrivo e non si sono limitati alla consegna dei pacchi: grida d’incoraggiamento e ola si levavano a ogni consegna di medaglia o bottiglietta d’acqua. Per gli scout, partecipare alla Paris-Versailles è quasi un rito di passaggio: esserci è imprescindibile!

Paris-Versailles, una classica popolare e impegnativa

Se la Paris-Versailles occupa un posto così speciale nel cuore dei corridori, è per il suo mix unico: una corsa popolare con 25.000 partecipanti, ma anche una sfida sportiva impegnativa. La celebre Côte des Gardes, lunga 2 km, è un tratto leggendario del percorso, utilizzato anche per la maratona dei Giochi olimpici di Parigi 2024. Ma una volta superata, l’arrivo davanti alla Reggia di Versailles cancella gran parte della fatica e regala ai runner una gioia straordinaria.

Tra sforzi intensi, paesaggi emblematici e solidarietà lungo il percorso, la Paris-Versailles conferma ancora una volta il suo posto irrinunciabile nel calendario del running francese. Sotto un sole splendente, questa 46ª edizione ha mostrato tutta la magia della gara: Mélody Julien ha confermato la sua superiorità, Faustin Guigon ha scritto una delle pagine più belle della sua giovane carriera e migliaia di corridori anonimi hanno vissuto a loro volta il loro momento di gloria tagliando il traguardo davanti alla Reggia di Versailles. L’appuntamento è già fissato al 27 settembre 2026, data della 47ª edizione. La storia d’amore tra Paris-Versailles e la corsa è tutt’altro che finita.

Scopri tutti i risultati della 46ª edizione della Paris-Versailles