Come allacciare bene le scarpe da running: la guida completa
Punti di compressione, formicolii, fastidio, scarso sostegno: allacciare le scarpe è un’operazione delicata che incide direttamente su stabilità, comfort, prevenzione delle vesciche e tenuta del piede. Nel running non esiste un solo modo per farlo.
L’allacciatura nella corsa: un aspetto fondamentale
Spesso trascurata, l’allacciatura delle scarpe da running è invece un aspetto fondamentale.
✓ Contribuisce al comfort generale. Se sono troppo stretti, i lacci creano punti di compressione sul dorso del piede. Se sono troppo allentati, provocano sfregamenti, con il rischio di vesciche, e una tenuta insufficiente.
✓ Favorisce sostegno e stabilità assicurando un buon bloccaggio del tallone e una tenuta efficace del mesopiede. Con le scarpe allacciate correttamente, il rischio di distorsioni si riduce.
✓ Può essere personalizzata in base alla conformazione del piede e alle preferenze individuali. Oltre alla scelta della taglia, l’allacciatura permette di adattare la calzata alle diverse forme del piede, a eventuali problematiche e alle sensazioni preferite da ciascun runner.
I fondamentali per un’allacciatura efficace
In parole semplici, l’allacciatura si basa su 4 punti chiave:
Stringere con la giusta tensione: la difficoltà sta nel trovare un serraggio né troppo forte né troppo lasco. Per capire se la tensione è corretta, una volta regolati i lacci dovrebbe essere possibile infilare un dito tra la linguetta e il laccio.
Privilegiare la simmetria: mantenere una lunghezza simile dei lacci su entrambi i lati aiuta a ottenere un serraggio equilibrato.
Scegliere lunghezza e materiale: lacci troppo corti impediscono di usare alcune tecniche, mentre quelli piatti tengono spesso meglio dei lacci rotondi. Esistono anche lacci elastici, particolarmente adatti al triathlon perché rendono più rapida la calzata, ma sono meno precisi.
Fare un doppio nodo: è facile da realizzare e mette al sicuro l’allacciatura.
Alcuni errori frequenti si possono evitare facilmente:
✓ Lasciare penzolare lacci troppo lunghi: il modo migliore per inciampare! Fate un doppio nodo oppure infilate i lacci sotto l’allacciatura o nell’apposita tasca, se la scarpa ne è dotata.
✓ Stringere soltanto nella parte alta: la tensione deve aumentare gradualmente.
✓ Ignorare gli occhielli supplementari: servono a bloccare il tallone.
✓ Non modificare mai l’allacciatura: è utile cambiare metodo in base al tipo di allenamento, come ripetute o lungo, al meteo, perché con il caldo i piedi si gonfiano, e al terreno, su strada, sentiero, pianeggiante o collinare.
8 tecniche di allacciatura indispensabili
Tecnica n. 1: l’allacciatura incrociata classica
➜ Una tecnica versatile da usare ogni giorno quando non si hanno particolari problemi ai piedi.
➜ Come si fa: inserite i lacci dal basso verso l’alto, incrociandoli a ogni occhiello. Stringete gradualmente per distribuire la pressione in modo uniforme. Chiudete con un nodo semplice o doppio.
Tecnica n. 2: il blocco del tallone
➜ Una tecnica che impedisce al tallone di scivolare, limitando sfregamenti e vesciche nella parte posteriore del piede. Indicata per chi ha il tallone stretto o una scarpa leggermente abbondante.
➜ Come si fa: salite normalmente fino all’ultimo occhiello, senza attraversarlo. Fate passare ciascuna estremità nell’occhiello superiore dello stesso lato, formando una piccola asola. Incrociate i lacci e inserite ciascuna estremità nell’asola opposta. Stringete verso il basso e completate con il nodo finale.
Tecnica n. 3: l’allacciatura per il piede largo
➜ Una tecnica che libera spazio nella punta e riduce la pressione sull’avampiede. Per i piedi larghi o per chi vuole più spazio nella parte anteriore della scarpa.
➜ Come si fa: iniziate l’allacciatura da un occhiello sopra quello più basso. Proseguite con l’allacciatura classica senza stringere troppo l’avampiede. Se necessario, concludete con il blocco del tallone, la tecnica n. 2.
Tecnica n. 4: l’allacciatura per il collo del piede alto
➜ Una tecnica per evitare la compressione sul dorso del piede. Chiamata anche “skip lacing”, crea una finestra di scarico. Indicata per i piedi voluminosi in altezza.
➜ Come si fa: allacciate normalmente, con la tecnica n. 1, fino alla zona dolorante. Saltate l’occhiello che corrisponde al punto di compressione, creando una finestra di decompressione. Riprendete la tecnica n. 1 fino alla parte alta.
Tecnica n. 5: l’allacciatura parallela
➜ Una tecnica per ridurre i punti di pressione. Chiamata anche “bar lacing”, è indicata per i piedi sensibili alla pressione.
➜ Come si fa: i lacci salgono orizzontalmente da un lato all’altro, senza incrociarsi sulla linguetta. È difficile da spiegare senza uno schema o un video, quindi vale la pena cercare online una dimostrazione per capire bene come realizzarla.
Tecnica n. 6: l’allacciatura per le unghie nere
➜ Una tecnica usata soprattutto dai trailer che soffrono di unghie nere a causa delle discese, ma anche dai runner su strada con le dita dei piedi sensibili. Serve a evitare che le dita urtino contro la punta della scarpa.
➜ Come si fa: adottate la tecnica n. 2 per immobilizzare bene il tallone. Stringete maggiormente l’avampiede, senza esagerare. Controllate la taglia: una scarpa troppo piccola provoca microtraumi alle dita contro la punta.
Tecnica n. 7: l’allacciatura asimmetrica
➜ Una tecnica per gestire il dolore sul lato del piede e spostare la pressione lontano dalla zona irritata.
➜ Come si fa: iniziate con l’allacciatura classica dal primo occhiello, poi spostate gradualmente l’incrocio dei lacci per evitare la zona sensibile. Se necessario, saltate un occhiello soltanto su un lato.
Tecnica n. 8: l’allacciatura per il tendine d’Achille sensibile
➜ Una tecnica per ridurre gli sfregamenti sul tallone e la tensione attorno a un tallone irritato.
➜ Come si fa: serrate progressivamente il mesopiede e lasciate l’allacciatura leggermente più morbida all’altezza del collo del piede.
Allacciare le scarpe è un’arte che merita l’attenzione di ogni runner, qualunque sia la sua disciplina preferita. Sulle lunghe distanze, come la maratona, farlo bene è ancora più importante: lo sforzo dura a lungo e i piedi devono quasi sparire dalla percezione. Ognuno deve trovare la tecnica più adatta e modificarla in base alla sessione e al terreno su cui corre.