«Capisce tutto»: Pascal e la figlia con disabilità Romane ai Mondiali di Half Ironman
Romane è affetta da una malformazione cerebrale dalla nascita, ma a novembre sarà al via dei Mondiali di Half Ironman a Marbella, in Spagna, insieme al padre Pascal. Dal 2023, con la sua associazione, questo abitante di Corzé, nel Maine-et-Loire, offre alle persone con disabilità la possibilità di provare la corsa grazie al prestito gratuito di carrozzine. In cambio, chiede soltanto una foto con un sorriso. Un esempio di umiltà e resilienza.
E perché non io? Questa frase deve essere risuonata nella mente di Pascal Baron quando, nel 2019, ha visto due fratelli, uno con disabilità e l’altro normodotato, partecipare a un half Ironman in Portogallo, e quando ha guardato De Toutes nos forces, il film che racconta la storia di un padre e del figlio con disabilità che partecipano all’Ironman di Nizza. L’idea prende forma e i sacrifici si susseguono. «Ho dovuto vendere una moto per comprare una carrozzina», ricorda. Dopo aver seguito alla lettera un piano di allenamento, nel 2020 il duo partecipa alla sua prima gara, il Tours’n Man. Romane, 25 anni e 45 chili di buonumore, vive oggi in una struttura sociosanitaria di Sablé, nel Maine-et-Loire. Nonostante non possa parlare e abbia una motricità fine limitata, abbozza un grande sorriso. La giovane donna dagli occhiali scintillanti diventa così «la sua regina d’Inghilterra», come la definisce il padre.
«Sono momenti straordinari. Capisce tutto. Sa esattamente quello che sta succedendo.» Con numerose mezze maratone alle spalle e tempi compresi tra 1 h 50 e 2 h 20, la famiglia è nel pieno della preparazione per i Mondiali di Half Ironman, in programma a inizio novembre a Marbella, in Spagna. Con sei allenamenti a settimana, il consulente nella supply chain simula il peso della figlia utilizzando 50 kg di ghiaia durante gli allenamenti in bici e di corsa. «In città mi riconoscono tutti», sorride. Per la corsa Romane utilizza una carrozzina adatta; sul tandem siede davanti e può pedalare, mentre nel nuoto viene trainata su un gommone. «Quando aumentano le pendenze in bici, devo far lavorare di più i quadricipiti», spiega. «È la disciplina più dura delle tre.»
Il progetto cresce. Quest’uomo dal cuore grande vuole condividere la sua passione. Nel dicembre 2023, Pascal, che non perde mai il senso dell’umorismo, crea la Team I-Romane. «Abbiamo a disposizione due carrozzine, del valore di 4.000 euro ciascuna. Le prestiamo. Sono state utilizzate, per esempio, alla mezza maratona della Loira. L’unica cosa che chiedo in cambio è una foto con un sorriso.» Le carrozzine sono state presenti anche alla Grammoirienne, una gara a 2,5 km da casa sua, nei pressi di Angers. A spingerla c’era una compagna d’eccezione, Catherine Thomas-Pesqueux, volto noto dell’atletica su strada nella regione della Loira e detentrice del record francese dei 5 km nella categoria Master 3. Una collaborazione destinata a continuare. «Correrà i 5 km di corsa del triathlon S di Villevêque insieme a Romane. Ho sempre vissuto con lei i momenti sul traguardo. Sarà difficile lasciare andare mia figlia (sorride). Avrò qualcuno da osservare dall’esterno.»
«Attraverso lo sport entriamo in contatto con la solidarietà. Con la benevolenza.» Dopo aver già completato cinque maratone, il cinquantenne non si vede al via in coppia nelle grandi manifestazioni, come la Maratona di Parigi. «È molto difficile gestire due persone. È una prova complicata.» Applaudite lungo tutto il percorso, le persone che non possono camminare trovano una via di fuga da una quotidianità a volte difficile. Il suo sogno è portare cinque carrozzine alla prossima edizione della Grammoirienne. Precursori in Francia, Pascal Baron e sua figlia Romane potrebbero continuare a scrivere la storia…
È lui stesso a riconoscerlo: senza sua figlia, Pascal non farebbe così tanto sport. Dalla loro prima gara nel 2020 fino ai Mondiali di novembre, il duo continua a ispirare e a ottenere risultati. Essere felici grazie allo sforzo fisico: è questa la filosofia di vita adottata da questa famiglia dal cuore d’oro. La disabilità non è un limite. È una risorsa.