Hugo Huille, dallo sport all’imprenditoria il passo è breve
In occasione del primo festival francese dedicato alla corsa e al benessere, La Boucle, in programma il 14 settembre all’Hippodrome d’Enghien-Soisy, il suo organizzatore Hugo Huille racconta il percorso che lo ha portato dal fallimento alla fondazione del brand Flytex.
Oggi appassionato di corsa e attento all’ascolto del proprio corpo, Hugo Huille ha trovato la sua strada unendo il piacere dello sport alla cura dell’organismo, in particolare delle articolazioni, grazie ai suoi prodotti di compressione Flytex, ormai distribuiti a livello internazionale. Per spingersi ancora oltre nella sua passione, il prossimo 14 settembre lancerà per la prima volta il suo festival: La Boucle.
Correre in salute: una pratica sempre più orientata alla performance
Quasi 29 anni, Hugo Huille si sente finalmente in sintonia con ciò che ha costruito, nello sport come nella vita professionale. Da bambino praticava sport di scivolamento, poi da adulto si è avvicinato al fitness con il desiderio di « mettere su un po’ di peso». Appassionato di skateboard e snowboard, ha scoperto la corsa in modo piuttosto disinvolto: « Ero piuttosto magro, anche se sono sempre stato atletico. Inserivo qualche allenamento di corsa, ma non era ancora un grande amore. Mi serviva solo per cambiare un po’, fare cardio. »
La scarsa conoscenza della disciplina lo porta a un infortunio serio: « Mi sono rotto i legamenti crociati. » Un episodio che a 25 anni lo costringe a rimettersi in discussione: « È stato proprio allora che è scattato qualcosa. Ho iniziato a fare yoga e stretching, mi sono interessato davvero alla corsa e agli sport a corpo libero, più delicati per l’organismo. » Cercando di capire come correre correttamente, Hugo Huille riscopre uno sport che aveva a lungo trascurato. Si prende anche il tempo necessario per guarire e comincia finalmente ad ascoltarsi: « Basta forzare sul mio corpo e sulle mie articolazioni. »
Quattro anni prima, semplice spettatore alla Maratona di Parigi, Hugo Huille ricorda di aver pensato: « Non riuscirò mai a fare una cosa del genere. È incredibile la potenza che hanno, mi sembrava del tutto impossibile ». Impossibile, finché il desiderio non ha superato l’incredulità. L’anno scorso decide finalmente di provarci. Ma la maratona tanto attesa non va come previsto: « Sono svenuto al 40° chilometro. Ero esausto. Avevo lavorato fino al giorno prima, non avevo gestito benissimo la preparazione e soprattutto non volevo assolutamente rinunciare all’obiettivo delle 3 ore e 30. »
Quest’anno ci riprova, forte di « più esperienza sulle lunghe distanze e di alcune maratone corse senza pressione». Il risultato è un primato personale e una grande soddisfazione. « È stata una vera consacrazione», racconta. Ma una preparazione così rigorosa ha anche i suoi limiti: « Non ha nulla a che vedere con il correre per piacere. Si mangia maratona, si dorme maratona. È fantastico, perché si cresce tantissimo, ma ci si dimentica completamente del piacere di correre». Determinazione, resilienza e amore: sono questi i motori della vita di Hugo Huille, un appassionato che non sa fare le cose a metà.
Alti e bassi nell’imprenditoria, ma un’energia inesauribile
Laureato in una business school, Hugo Huille capisce presto che lavorare per qualcun altro non fa per lui. Si dedica così molto presto all’imprenditoria, mantenendo un legame con la sua passione per lo sport. Durante il lockdown lancia un primo marchio di bande elastiche per ovviare alla chiusura delle palestre. L’iniziativa funziona: per la prima volta riesce a mantenersi grazie a un progetto personale. « È stato allora che ho capito quanto mi appartenesse l’imprenditoria sportiva. Ero io stesso il target, quindi conoscevo i bisogni dei clienti. Non dovevo fingere di essere qualcun altro», spiega.
Subito dopo si lancia in un progetto più ambizioso: uno specchio connesso per l’allenamento a casa. Un’idea innovativa, forse arrivata troppo presto. « Il concept era immersivo: aprivi l’applicazione, ritrovavi sempre lo stesso coach e correggevi i movimenti grazie al tuo riflesso… Ma era un ‘nice-to-have’, non un ‘must-have’. In tempi di crisi, prodotti del genere non funzionano mai», racconta. Il momento sbagliato del mercato rallenta lo sviluppo del progetto. Nonostante una raccolta fondi, l’iniziativa alla fine fallisce. « Scoprivamo le difficoltà man mano che arrivavano, ma riuscivamo a superarle. Il mio socio alla fine ha lasciato il progetto. Avevo investito tutti i miei risparmi, quindi ho deciso di andare avanti da solo. È lì che ho scoperto davvero la mia resilienza, e ho capito di essere in grado di portare avanti progetti molto ambiziosi anche da solo.»
A 25 anni, dopo aver fatto fallire la sua terza azienda, fisicamente sfinito dalle tendiniti legate allo stress, si rende conto di stare mettendo a rischio la propria salute. « Ero indebitato, dormivo poco ed ero estremamente ansioso. Mi sono chiesto: se continuo così, in che condizioni arriverò a 30 anni?» Decide quindi di chiudere il progetto a cui stava lavorando, prima di ripartire con nuove idee.
« Sono ancora giovane e, per me, non c’è altra strada che provarci. Ho bisogno di libertà». Quando un progetto sembra avere basi solide, non esita a lanciarlo e a insistere finché non funziona. « E anche se domani lo venderò o lo farò fallire, ricomincerò». Gli errori del passato di Hugo Huille hanno contribuito a forgiare il suo brand attuale, Flytex: « Creare una ginocchiera era tecnicamente più semplice che sviluppare uno specchio connesso insieme a degli sviluppatori. Ho potuto muovermi più velocemente, perché avevo acquisito la fiducia necessaria».
Flytex, la crescita di un brand nato da un’esigenza personale
Flytex nasce in Francia nel 2022 da una constatazione personale: Hugo Huille soffre di dolori cronici legati allo sport e allo stress, senza prendersi davvero cura del proprio corpo. Cercando una soluzione, scopre i benefici del sostegno articolare e della compressione mirata. È questa intuizione a spingerlo a creare Flytex.
Dopo un’analisi di mercato, si accorge che l’offerta di ginocchiere adatte alla pratica sportiva è quasi inesistente. Progetta quindi un prodotto leggero ed efficace, che permetta di correre o recuperare senza fastidi né limitazioni nei movimenti. In breve tempo il brand si specializza nell’equipaggiamento per la corsa, disciplina che Hugo Huille comincia a praticare in prima persona. « Mi sono innamorato della corsa e, a quanto pare, questo ha parlato molto alla mia community di runner.»
Flytex si basa su una tecnologia di compressione mirata applicata alle articolazioni, come ginocchia, caviglie e gomiti, che migliora la circolazione sanguigna, riduce l’infiammazione, allevia il dolore e stabilizza le articolazioni. Se regolata correttamente, la compressione è adatta tanto alla ripresa dell’attività sportiva quanto a carichi di allenamento elevati, come quelli della preparazione a una maratona.
Vedere i nostri clienti, correre con loro, condividere un momento… è ciò che mi dà più energia.
Dai suoi studi Hugo Huille ha ricavato una grande apertura mentale, alimentata dai viaggi. « Non ho mai avuto confini nella testa. Appena ho potuto lanciare il brand a livello internazionale, l’ho fatto». Flytex prova inizialmente a espandersi in Germania, Spagna, Italia e Regno Unito. Di fronte agli ostacoli culturali e linguistici, però, sceglie di concentrarsi sui Paesi anglofoni, soprattutto sugli Stati Uniti. Oltreoceano la crescita è più lenta, ma in due anni Flytex diventa redditizia. Un successo che Huille attribuisce a un posizionamento chiaro: tecnologia al servizio della performance, con prodotti accessibili.
Oggi Flytex è presente in una trentina di Paesi, sostenuta da un team di circa trenta persone. Lo sviluppo internazionale si basa su social network, partnership con atleti locali e una logistica solida. Per Hugo Huille, « la cosa più importante è distinguersi.»
Per rafforzare il legame con la community, Flytex ha lanciato un run club “nazionale”. Quello che all’inizio era solo un appuntamento per correre è diventato un vero luogo di scambio, con sessioni a tema come quella dedicata alla galette des rois. « Vedere i nostri clienti, correre con loro, condividere un momento… è ciò che mi dà più energia. È anche per questo che abbiamo trovato il coraggio di lanciare un festival. Sapevamo che una parte consistente della community ci avrebbe seguito. »
La Boucle, il festival della corsa e del benessere
Il 14 settembre il festival La Boucle debutterà all’Hippodrome d’Enghien-Soisy. Il fondatore Hugo Huille racconta l’essenza di questo progetto inedito in Francia: « In Georgia ne ho organizzato uno con una gara nello stesso formato. Sono partito senza aspettative e sono rimasto completamente travolto dall’atmosfera e dai legami umani che si sono creati. Non aveva nulla a che vedere con una gara tradizionale, in cui si è stressati, si corre, si prende la medaglia e si torna a casa. Lì l’evento durava tutta la giornata e non avevo mai vissuto una simile coesione. Mi sono detto: proverò a fare una maratona, per prendermi la rivincita. Alla fine, correre con tutte quelle persone che si aiutavano a vicenda è stato così intenso che ho finito per percorrere 54 km in 6 ore e 30. Una distanza che non avrei mai immaginato.»
Dopo quell’esperienza e la preparazione massacrante per la maratona, Hugo Huille non vuole più imporsi carichi di allenamento eccessivi. Vuole creare un evento che restituisca il piacere di correre. La Boucle sarà quindi una corsa libera su un circuito di 2 km, dove la solidarietà viene prima di tutto. Qualunque sia la distanza percorsa, ogni partecipante riceverà una medaglia. E se la magia funzionerà, molti finiranno per superare l’obiettivo iniziale: dai 5 ai 10 km, dai 10 alla mezza maratona, fino ai 50 km. « Le persone andranno oltre i propri limiti. Ed è proprio questo l’aspetto incredibile. Nasceranno nuovi runner esperti.»
Il percorso si snoderà sull’erba rasata e sulla terra battuta intorno all’ippodromo. Quanto all’atmosfera, un palco principale darà energia ai runner per tutta la giornata, con un crew parigino alla consolle e musica coinvolgente. Questo open air permetterà inoltre ai finisher di ballare e rilassarsi in un’area dedicata, con food truck selezionati con cura. Lululemon si occuperà del riscaldamento e delle sessioni di yoga. Nel villaggio del benessere saranno disponibili anche bagni freddi e saune.
Con il supporto delle agenzie di eventi Keneo e TEAM COM, oltre che di una parte del team Flytex, La Boucle punta ad accogliere fino a 4.000 visitatori. Dalla fine di luglio, oltre 1.000 partecipanti risultano già iscritti. Un run club ha riunito 300 runner lo scorso 2 giugno e un nuovo appuntamento è previsto a fine agosto, per entrare nel clima del festival e mettere in palio alcuni pettorali.
Per la prima edizione, il team ha semplicemente chiesto ai brand presenti con uno stand di investire in gadget da offrire ai partecipanti. I runner torneranno così a casa con regali il cui valore probabilmente supererà quello del pettorale. « È grazie ai partecipanti che possiamo creare questo festival», conclude Hugo Huille, spiegando che i pettorali finanziano questa prima edizione. Se il festival avrà il successo sperato, La Boucle potrebbe già passare a due giornate nel 2026.
Tra fallimenti e successi, Hugo Huille ha tracciato la propria strada tra passione per lo sport e spirito imprenditoriale. Con Flytex e La Boucle dimostra che si può innovare restando fedeli alle proprie convinzioni e che, a volte, inseguire le proprie idee è il modo migliore per arrivare più lontano.
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In occasione del primo festival francese dedicato alla corsa e al benessere, La Boucle, in programma il 14 settembre all’Hippodrome d’Enghien-Soisy, il suo organizzatore Hugo Huille racconta il percorso che lo ha portato dal fallimento alla fondazione del brand Flytex.