Il marathon di montagna di Albert Courau all’UTMB 2025

MM
Da Mergoil Melissa

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Il marathon di montagna di Albert Courau all’UTMB 2025
© Sportograf

La settimana dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB) richiama ogni anno i più grandi nomi del trail mondiale, ma anche appassionati pronti a vivere il loro sogno in montagna. Tra loro c’è Albert Courau, 23 anni, al via della MCC (Martigny-Combe-Chamonix, 40 km e 2.300 m di dislivello positivo), un marathon nel cuore delle Alpi. Più che una prestazione sportiva, per lui è una scelta precisa: correre per sensibilizzare sul suicidio tra i giovani, in memoria dell’amico Gaspard.

Correre per sensibilizzare

Avevamo già intervistato Albert qualche settimana fa in un precedente articolo. Ricordiamo che questo giovane di 23 anni corre per una causa: sensibilizzare e rompere il tabù che circonda il suicidio tra i giovani. Una battaglia portata avanti in memoria dell’amico Gaspard, scomparso tre anni fa.

Il pettorale dell’estate

L’estate di Albert è stata tutt’altro che tranquilla: era nel pieno della preparazione per la sua MCC, in programma lunedì 25 agosto tra Martigny-Combe e Chamonix. In palio c’erano 40 chilometri e 2.350 metri di dislivello positivo, da completare in meno di 10 ore per evitare la squalifica. Albert ha chiuso la gara in 5 ore e 33 minuti, al 217° posto su 1.198 finisher.

Il racconto della gara

Con una voce entusiasta e senza risparmiare i superlativi, Albert ci ha raccontato com’è andata la sua gara. Appassionato di scarpe da running e conoscitore dei dintorni di Chamonix, si è goduto per oltre 5 ore lo scenario spettacolare ai piedi del Monte Bianco. Oltre alla sfida sportiva, ci ha parlato soprattutto dell’atmosfera e del piacere vissuto lungo il percorso.

Qual è il ricordo più bello?

Essere qui, a Chamonix, per l’UTMB con un pettorale sul petto era un sogno che avevo da bambino. Correre con Mathis Dumas, incrociare Germain Grangier lungo il percorso e poi Baptiste Chassagne al ristoro: è stato incredibile. C’erano tutti i più grandi del trail.

Come hai gestito la gara?

Mi sono goduto la gara, il percorso e un’atmosfera eccezionale. Sono riuscito a gestirmi bene ed ero contento, anche se intorno ad Argentière, al chilometro 28 circa, le cose si sono complicate un po’. Nel complesso, però, è andata bene. Stavo bene e mi sono davvero goduto l’esperienza.

E adesso?

Farò il punto sulla raccolta fondi e sulle attività di comunicazione realizzate per sostenere lo studio sul disagio psicologico dei giovani, condotto dall’Hôpital Femme Mère Enfant (HFME) in collaborazione con la fondazione Hospices Civils de Lyon (HCL). Per il momento, la priorità è rientrare a Parigi in vista dell’inizio dell’anno scolastico.

Con questo marathon di montagna chiuso in 5 ore e 33 minuti, Albert Courau ha dimostrato ancora una volta che la corsa può essere molto più di una sfida fisica: può diventare uno strumento di solidarietà, sensibilizzazione e speranza. L’UTMB gli ha offerto uno scenario unico per dare forza al suo messaggio, e non c’è dubbio che questa sia solo una tappa della sua battaglia per rompere il tabù sulla salute mentale dei giovani.