Alla Salomon Ecotrail de Paris, Blandine L’Hirondel e Les Cols Verts accendono i riflettori sull’ambiente
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Alla Salomon Ecotrail de Paris, Blandine L’Hirondel e Les Cols Verts accendono i riflettori sull’ambiente

EB
Da Emma Bert

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Il 21 e 22 marzo scorsi, l’Ecotrail de Paris ha riunito quasi 18.500 runner, distribuiti su nove prove. Marathons.com ha incontrato Blandine L’Hirondel, due volte campionessa mondiale di trail e ambasciatrice MAIF dell’evento, oltre alla direttrice dell’associazione Les Cols Verts.

21 marzo, primo giorno di primavera e dell’Ecotrail de Paris. Il giorno prima della sua vittoria sulla 35 km, Blandine L’Hirondel era presente al salone dell’evento in un nuovo ruolo. «Sono molto onorata di essere l’ambasciatrice della stagione primaverile nell’ambito del progetto MAIF Sport Planète. Si tratta di un insieme di iniziative lungo un anno, suddiviso in quattro stagioni, per sensibilizzare il pubblico e promuovere l’ecologia», spiega la due volte campionessa mondiale di trail (2019 e 2022) e vincitrice della Diagonale des Fous 2025. Un’occasione per saperne di più sull’impollinazione, sugli insetti e sulle piante. L’obiettivo è cambiare il modo di guardare al patrimonio naturale, che costituisce il terreno di gioco degli sportivi outdoor. Secondo l’atleta, la consapevolezza ambientale è più radicata tra i trailer che nel resto della popolazione.

È il mio lavoro percorrere i sentieri ogni giorno. Vedo come cambiano l’ambiente, i percorsi e i terreni, ma anche le mentalità. È un tema fondamentale nel trail, perché con la nostra attività finiamo inevitabilmente per incidere sugli ecosistemi, soprattutto quando ci spostiamo a migliaia sui sentieri.

Blandine L’Hirondel

I comportamenti individuali possono comunque contribuire a ridurre l’impatto della frequentazione degli ambienti naturali. Grazie al suo status di atleta d’élite e alla sua notorietà, la vincitrice della 35 km ha portato avanti questo impegno per tutto il fine settimana.

© Emma Bert / Marathons.com

Un ruolo da mediatrice

Una convinzione che vuole trasmettere con il giusto approccio. «Non voglio lanciare messaggi colpevolizzanti o atteggiarmi a maestrina. Tengo a mostrare che anch’io non sono perfetta, ma che interessandoci al tema possiamo imparare molto e cambiare il nostro punto di vista. Sono tanti piccoli gesti, sommati insieme, a poter produrre un impatto collettivo», racconta l’atleta. Iniziative che possono variare a seconda del luogo in cui si vive, in città, in campagna o in montagna.

La nativa di Caen ammette di non essere «una montanara doc. «Non sono nata in montagna, ho vissuto in città e molti familiari e amici abitano lì. Questo però non mi impedisce di interessarmene. Questa gara è un momento di condivisione e apprezzo l’accessibilità del percorso, il fatto di essere a contatto con le persone e di non essere mai sola.»»

Abituata a vestire la maglia tricolore e in preparazione per la Transvulcania e l’UTMB, vuole condividere le sue scoperte grazie al ruolo di ambasciatrice, per mostrare che questa sensibilità nasce spesso quando ci si prende il tempo di fermarsi a osservare. «Voglio semplicemente invitare le persone ad aprire gli occhi, a guardare ciò che accade intorno a noi. Non voglio impartire ordini, ma sensibilizzare sul nostro impatto, sui cambiamenti climatici e sulle problematiche economiche e sociali che ci riguardano». Il suo obiettivo è far prendere coscienza del declino della biodiversità, delle specie a rischio di estinzione e della scomparsa degli impollinatori. La consapevolezza è il primo passo, prima di ragionare sulle azioni possibili a livello individuale o locale.

© Emma Bert / Marathons.com

L’Ecotrail, una gara attenta all’ecologia

Conciliare un evento sportivo con il rispetto della natura, nonostante l’elevato numero di partecipanti: è questa la volontà degli organizzatori, che vogliono sfruttare il raduno per sensibilizzare il pubblico. Anche il salone dell’evento si è inserito in questa dinamica, con la presenza di diverse realtà impegnate nella tutela degli ecosistemi, come Les Cols Verts. Si tratta di un’associazione nazionale che sviluppa progetti di agricoltura urbana nei quartieri prioritari. Le sue attività vengono portate avanti anche con MAIF, nell’ambito della partnership con l’Ecotrail per uno sport più responsabile.

Le modalità d’intervento sono due. Innanzitutto, la creazione di programmi nazionali di formazione e accompagnamento. Poi, la strutturazione di reti di fattorie urbane rivolte alle persone in condizioni di precarietà. Tra laboratori e realizzazione di fattorie dedicate alla biodiversità, all’alimentazione o al giardinaggio, le attività proposte sono numerose. Si rivolgono a pubblici diversi, come scuole, aziende ed enti locali.

L’associazione è presente in quattro città: Rennes, Strasburgo, La Ciotat e Seine-Saint-Denis. Anna Roiné, direttrice per l’Île-de-France, è felice della presenza dell’associazione a questo grande appuntamento sportivo. «I trailer sono a contatto con la natura, hanno già questa sensibilità», spiega.

«Praticano uno sport in un determinato ambiente, non in una palestra. Abbiamo parlato con persone che hanno livelli diversi di sensibilità e consapevolezza. Siamo qui per informare il grande pubblico su tutte quelle piccole cose che spesso non conosciamo fino in fondo». Una bella vetrina per l’associazione, i cui membri hanno potuto incontrare un pubblico con cui non entrano spesso in contatto. La direttrice si è detta felice di poter raggiungere una platea più ampia.

Attività per i trailer e il pubblico

Nel salone erano proposte diverse attività dedicate al tema dell’impollinazione. La prima consisteva in un laboratorio per costruire rifugi destinati alle api solitarie. «Tendiamo a considerare le api come insetti domestici, che vivono negli alveari. In realtà ne esistono più di 1.000 specie. Quelle più solitarie, che non si riuniscono in sciami, stanno scomparendo molto più rapidamente delle altre», spiega Anna Roiné. Il motivo? Hanno a disposizione meno luoghi in cui nutrirsi e devono competere con le api domestiche. Installare rifugi di questo tipo permette di offrire loro un riparo e quindi di aiutarle.

Il secondo laboratorio invitava i runner ad abbinare i fiori al loro frutto o ortaggio. Un gioco per mettere alla prova le conoscenze e parlare dell’importanza dei fiori. Il terzo consisteva nella realizzazione di bombe di semi: una miscela di terriccio, argilla e compost al cui interno vengono inseriti semi di fiori. «È un modo per piantare semi in ambienti molto mineralizzati e urbani, per esempio nelle fessure di un muro o ai piedi degli alberi. Queste piante serviranno da nutrimento alle api», sottolinea la specialista.

La natura è indispensabile nelle nostre città

Nelle città fortemente cementificate, la rarefazione degli ambienti naturali provoca un declino della biodiversità. Le conseguenze vanno oltre la scomparsa degli insetti. L’impatto sul benessere dei cittadini è diretto. «Non essere a contatto con la natura è dannoso per la salute e incide anche sulla nostra capacità di vivere in città, già colpite dai cambiamenti climatici», sostiene la direttrice. Meno spazi verdi ci sono, più la temperatura sale e più la città diventa difficile da vivere.

L’associazione si batte per la creazione di isole di vegetazione, coltivando questi spazi per riportare frescura, fauna e flora. Sensibilizzare i cittadini è fondamentale, e prolungare questa campagna durante l’Ecotrail aveva perfettamente senso.

I cittadini sono scollegati dal mondo selvatico: bisogna insegnare loro di nuovo il ciclo delle stagioni e l’osservazione delle piante e degli animali. Le fattorie urbane permettono di ricreare corridoi verdi, favorendo lo sviluppo duraturo della biodiversità».

Anna Roiné

Con iniziative di questo tipo, l’Ecotrail de Paris dimostra che trail ed ecologia possono, e devono, procedere insieme. Correre nella natura significa comprenderla e proteggerla: è questo il messaggio portato dai diversi attori presenti al salone dell’evento.

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