Sulla scia della community Kiprun Pacer: cosa rivela lo studio su 224.000 runner
La corsa non si racconta più soltanto sul traguardo. Con tutte le tecnologie a disposizione dei runner, oggi si legge anche nei dati. Tra queste c’è Kiprun Pacer, l’app di coaching lanciata da Kiprun (Decathlon). Scaricata più di un milione di volte, l’app è ormai molto diffusa nella community running. Il motivo è semplice: propone gratuitamente piani di allenamento per aiutare i runner a preparare le gare che li attendono. Il risultato? L’80% degli utenti migliora il proprio record personale. Kiprun Pacer sembra funzionare piuttosto bene… E con oltre 224.000 runner attivi, la piattaforma dispone di un’enorme base dati sulle abitudini dei suoi utenti. Strada, trail, distanza preferita, ritmo medio… Marathons.com vi svela le tendenze e i numeri chiave dello studio Kiprun Pacer.
Sommario
- Una community giovane e in piena espansione
- 37 milioni di chilometri: i runner corrono sempre più lontano
- Una pratica diversa a seconda dell’età
- La strada resta dominante, ma il trail conquista terreno
- 10 km e mezza maratona: le distanze preferite
- Primavera ed estate: il picco della motivazione
- A che ora si corre in Europa?
- I tempi medi degli utenti Kiprun Pacer
- Cosa rivela davvero lo studio
- La metodologia dello studio Kiprun Pacer
Una community giovane e in piena espansione
Prima constatazione: la crescita è spettacolare. Non è un segreto, il running è esploso dalla fine della pandemia e del lockdown. Ogni weekend i parchi si riempiono di runner e gli organizzatori delle gare sono sommersi dalle migliaia di richieste di pettorali che ricevono ogni settimana.
Questo fenomeno mostra anche la crescita di Kiprun Pacer. I runner cercano un accompagnamento sempre più personalizzato per migliorare e raggiungere i propri obiettivi. In un anno, la community Kiprun Pacer è così raddoppiata, arrivando a 224.000 runner attivi. Un numero enorme.
Più della metà ha meno di 35 anni. Il running continua quindi ad attirare una generazione giovane, connessa e strutturata nel proprio approccio. La fascia 25-34 anni è la più numerosa e rappresenta il 40% dei praticanti.
Altro dato demografico interessante: sempre più donne si avvicinano alla corsa. La distribuzione tra donne e uomini è in crescita, ed è un’ottima notizia. Sull’app, le donne sono il 43,5% degli utenti, contro il 42,9% del 2024. Un dato che conferma la crescente presenza femminile nei gruppi di partenza, lentamente ma con continuità.
37 milioni di chilometri: i runner corrono sempre più lontano
Tra il 2024 e il 2025, gli utenti Kiprun Pacer hanno percorso 37.000.000 km. Una cifra da capogiro: equivale a più di 900 giri intorno alla Terra.
In media:
✓ 519 km all’anno per i runner abituali
✓ 10 km alla settimana
✓ 20 km in più rispetto al 2024
Tra i runner abituali, cioè quelli che effettuano almeno un’uscita ogni due settimane:
Donne
✓ 9,2 km per uscita
✓ Ritmo medio: 6’32/km
✓ Durata media delle uscite: 1h00’08
✓ 449 km all’anno
Uomini
✓ 10,98 km per uscita
✓ Ritmo medio: 5’47/km
✓ Durata media delle uscite: 1h03’28
✓ 573 km all’anno
Sono numeri molto coerenti con la realtà sul campo: parliamo di runner coinvolti nella pratica, ma non di élite. Persone che corrono nel weekend, ma hanno anche una vita sociale e professionale intensa. Il cuore del running moderno.
Una pratica diversa a seconda dell’età
Lo studio mette in luce anche un dato interessante: il ritmo medio rallenta con l’età, ma la distanza aumenta.
Tra i 18-24 anni e i 45-54 anni:
➜ Il ritmo passa da circa 5’56/km a 6’11/km
➜ La distanza annuale sale da 451 km a 578 km
In sintesi, i giovani vanno forte e i più esperti vanno lontano. Non è certo una sorpresa, se pensiamo alle discipline dell’atletica e alla corsa su strada in generale. Con l’età si allungano le distanze e il running diventa uno sport di endurance in tutti i sensi. Tutti abbiamo almeno un amico trentenne che si sta preparando per una maratona…
La strada resta dominante, ma il trail conquista terreno
Nel 2025 la corsa su strada è ancora la disciplina più scelta. Ma l’app registra una crescita del trail:
✓ Il 78% dei piani è dedicato alla strada
✓ Il 22% al trail
Il trail avanza, dal 19% del 2024. La crescita è graduale, ma concreta. E il fenomeno ha anche una dimensione generazionale:
✓ I 18-24enni restano molto legati alla strada, all’85%
✓ Tra i 35 e i 55 anni, la quota del trail sale fino al 28%
Con l’età ci si allontana sempre più dalla città e dagli scenari urbani. Si cercano sfide diverse, in cui il contatto con la natura conta più del cronometro. La crescita fenomenale dell’UTMB ne è l’esempio perfetto. In pochi anni, la gara di Chamonix è diventata l’evento di trail più mediatico al mondo.
Anche la geografia fa la sua parte: Francia, Portogallo e Italia concentrano una quota maggiore di piani trail. I trail più belli del mondo si corrono in questi Paesi, ed è evidente che il terreno e la superficie influenzino direttamente la pratica dei runner.
10 km e mezza maratona: le distanze preferite
Quanto agli obiettivi, le distanze più accessibili sono anche le più popolari:
➜ 10 km: 42% dei piani
➜ Mezza maratona: 41%
Maratona: 17%
Guardando i social, si potrebbe pensare che la maratona sia la tendenza del momento nel running, ma non è affatto così. I 10 km dominano nettamente tra i giovani. La mezza maratona è una delle distanze preferite, mentre la maratona cresce soprattutto con l’età.
Tra le donne il quadro è simile. Il 49% predilige la mezza maratona e solo il 15% la maratona. La mezza resta la distanza ideale per trovare un equilibrio: accessibile, stimolante e soprattutto compatibile con la vita sociale, senza dover sacrificare tutto alla preparazione.
Primavera ed estate: il picco della motivazione
I dati stagionali confermano ciò che ogni runner percepisce d’istinto: il picco delle uscite si registra in primavera e in estate. Senza sorprese, marzo, luglio e agosto mostrano le medie più alte, fino a 6,3 uscite al mese in agosto. Il meteo continua a influenzare pesantemente la pratica. I runner lo sanno bene: è molto più difficile trovare la motivazione per allenarsi all’aperto quando fa buio e arrivano le temperature rigide. L’inverno è quindi il periodo più povero di uscite.
A che ora si corre in Europa?
Un altro aspetto interessante: le abitudini orarie cambiano da un Paese all’altro:
✓ In Francia si preferiscono la pausa pranzo e il mattino.
✓ Spagna e Portogallo: più attività in serata.
✓ Germania e Belgio: domina l’afterwork.
✓ Regno Unito e Paesi Bassi: forte regolarità nelle uscite mattutine.
Il running segue i ritmi culturali di ogni Paese.
I tempi medi degli utenti Kiprun Pacer
Ecco i tempi medi degli utenti Kiprun Pacer registrati nelle gare ufficiali.
Donne:
➜ 10 km: 1h03’07
➜ mezza maratona: 2h09’46
➜ maratona: 4h27’31
Uomini:
➜ 10 km: 51’13
➜ mezza maratona: 1h50’49
➜ maratona: 3h58’34
Anche se la maggior parte corre per piacere o per migliorarsi, la performance resta un motore importante. Nel suo studio, Kiprun mette in evidenza anche i migliori tempi ottenuti dagli utenti più veloci, la “Hall of Fame” 2025:
➜ Maratona uomini: 2h28’05 a Valencia
➜ Maratona donne: 2h38’21 a Boston, una prestazione particolarmente impressionante
➜ 10 km uomini: 31’38
➜ Mezza maratona uomini: 1h05’00
Questi numeri dimostrano che l’app è in grado di proporre piani di allenamento adatti anche ad atleti di ottimo livello.
Cosa rivela davvero lo studio
Al di là dei numeri, emergono tre tendenze principali:
Il running si struttura
I runner utilizzano piani, analizzano i dati e adattano gli allenamenti. Come i professionisti, cercano di mettere a punto ogni dettaglio per ottimizzare la performance e migliorare il proprio record personale. Siamo ormai lontani dalla corsetta improvvisata.
L’esperienza conta
Con l’età aumenta il volume. I progressi diventano più duraturi e cresce la passione per le lunghe distanze.
La maratona resta una vetta
La distanza regina rappresenta appena il 17% dei piani. Resta una prova estrema e molto impegnativa sul piano fisico, ma anche su quello sociale, per via di una preparazione lunga e intensa. Eppure continua a essere un obiettivo simbolico per moltissimi runner.
La metodologia dello studio Kiprun Pacer
Lo studio si basa sui dati delle sessioni pianificate e realizzate tra settembre 2024 e agosto 2025.
Sono esclusivamente utenti dell’app, quindi runner già coinvolti in un percorso strutturato di pratica della corsa. Non si parla del jogger occasionale, ma di un runner motivato.
È inoltre importante sottolineare che tra gli utenti dell’app figurano soprattutto francesi, l’80%, oltre a belgi, spagnoli e britannici. Il running supera i confini, ma l’influenza della piattaforma resta concentrata in Europa.
37 milioni di chilometri. 224.000 runner. Una pratica più giovane, più femminile e più internazionale. Il running continua a evolversi: è più strutturato e più connesso che mai. Oggi ogni sessione viene analizzata, ogni dato esaminato, ogni piano ottimizzato. La caccia al record personale fa ormai parte del gioco. Ma in fondo non è cambiato granché. Si corre ancora per lo stesso motivo: migliorarsi, superare i propri limiti… e provare quella libertà unica che solo un paio di scarpe da running può regalare. Finché il piacere resterà al centro della pratica, il running avrà davanti a sé molti anni splendidi.
✓ Tutte le informazioni dell’indagine sono disponibili sul sito di Kiprun Pacer.
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