Osservatorio Running 2026: 13,2 milioni di praticanti e un mercato in continua crescita
I dati dell’edizione 2026 dell’Osservatorio Running sono stati presentati il 10 aprile al Marathon de Paris. Un anno da record, segnato dal ringiovanimento e dalla crescente presenza femminile, ma anche da consumi e professionalizzazione sempre maggiori: la corsa continua a conquistare praticanti.
Nel 2025, 13,2 milioni di francesi hanno dichiarato di aver corso, un milione in più rispetto a cinque anni fa. L’Osservatorio Running ha presentato la sua indagine annuale di riferimento sull’evoluzione della corsa. L’UESC ha incrociato tre studi e analisi diversi, tra cui l’indagine nazionale su running e trail condotta su un campione di 5.000 intervistati. I runner coinvolti si distinguono per il forte coinvolgimento, per il profilo urbano e per la connessione digitale, con livelli elevati di consumo e partecipazione. Il barometro Finisher della FFA ha ulteriormente arricchito lo studio. «Dati affidabili e inediti», spiega il delegato generale dell’UESC, Virgile Caillet.
Il running come norma sociale
Al di là del numero record di runner, emergono due tendenze principali. Da una parte la pratica ringiovanisce, dall’altra aumenta la componente femminile. Il 52% delle donne e il 48% degli uomini dichiarano di aver corso lo scorso anno, una distribuzione in linea con quella della popolazione francese.
Dopo la pandemia, i neofiti hanno continuato a correre, trasformando la pratica in un’abitudine stabile, integrata nella quotidianità e destinata a durare. «Non possiamo più parlare di fenomeno sociale, ma di norma sociale», sottolinea Virgile Caillet. Il 64% degli intervistati dichiara di correre almeno una volta alla settimana. Il running diventa così un vero strumento di socialità: il 43% delle persone condivide la propria attività con altri. Anche il trail continua a radicarsi, coinvolgendo il 40% dei runner.
Le ragioni del successo
«Non esiste un solo runner, ma tanti runner», assicura il delegato generale. Ognuno ha le proprie motivazioni. Tra quelle più citate ci sono il benessere (55%), la salute (50%), il piacere (42%), la competizione (39%) e anche il controllo del peso (24%). Il running è uno strumento di socialità, un punto di riferimento. L’app Strava, i social network e i gruppi della community, molto diffusi nelle grandi città, sono l’espressione di questa dinamica. «Il running è uno sport individuale praticato collettivamente», osserva l’esperto.
I nuovi codici del running
La disciplina è spinta dal ringiovanimento e dalla crescente presenza femminile nel gruppo dei praticanti. I numeri lo confermano: l’80% dei neofiti, cioè di chi corre da meno di due anni, ha meno di 35 anni e il 44% ne ha meno di 24. Inoltre, il 63% dei nuovi praticanti è donna. La corsa, a lungo dominata dagli uomini, diventa più paritaria e più di tendenza.
Antoine Courbon, Head of Digital di ASO, organizzatore del Marathon de Paris, osserva questa tendenza da diversi anni attraverso l’evoluzione delle iscrizioni. «È visibile in tutte le nostre gare, e naturalmente anche al Marathon de Paris», spiega. «Prima del Covid, l’età media era di 40-41 anni; nel 2023 è scesa a 39 e ora è di 37 anni. È l’età media che si registrava in una mezza maratona nel 2022-2023.» Questa evoluzione contribuisce a un nuovo modo di vivere e consumare la corsa.
La digitalizzazione della pratica
Tra gli under 24, tre su quattro seguono influencer. Una tendenza che interessa da vicino gli organizzatori di gare. «Sono persone che fanno intrattenimento nello sport», spiega Mustapha Salmi (203.000 follower su Instagram), ospite della conferenza. «In passato bisognava essere forti per avere la legittimità di fare l’influencer, oggi non è più necessariamente così», aggiunge l’atleta e content creator.
Con questo fenomeno si amplia anche la digitalizzazione. Sempre più appassionati ricorrono all’intelligenza artificiale per allenarsi e ricevere consigli: lo fa il 38% dei nuovi praticanti. Il 73% dei 18-24enni dichiara inoltre di seguire un programma di allenamento.
Tra gli under 30 sono emerse diverse tendenze. Per quanto riguarda le iscrizioni, non si registrano necessariamente con maggiore ritardo rispetto agli altri, ma i «no show» sono meno frequenti. È anche un pubblico che tende a ottenere prestazioni superiori alle attese, scegliendo gare per mettersi alla prova. In genere chiude con un tempo migliore di quello associato alla propria griglia di partenza. Cresce poi l’importanza del correre per gli altri: attraverso i pettorali solidali, molto apprezzati dagli under 30, soprattutto al Marathon de Paris, oppure condividendo la propria esperienza sui social. Infine, questo pubblico attribuisce grande importanza all’attrezzatura.
«Il running non è più soltanto uno sport, ma una cultura, con un modo di praticarlo, parole, un linguaggio e rituali», conclude Antoine Courbon.
La frenesia dei pettorali
Avere una gara in programma spinge il runner a impegnarsi di più ed è un vero motore della pratica. Le competizioni contano moltissimo: alcuni acquistano il pettorale proprio per trovare la motivazione a iniziare una preparazione. Un fenomeno rilevato anche da Mustapha Salmi.
Per rispondere alla domanda crescente, nel 2025 sono state organizzate 13.320 gare tra strada, trail e cross, che hanno prodotto un milione di risultati, circa 2.000 in più rispetto al 2015. Oggi le gare di trail sono molto più numerose di quelle su strada, ma queste ultime restano più popolari.
Il numero di finisher per gara è in forte aumento: ogni evento conta in media 50 finisher in più rispetto al 2024. Lo dimostrano le griglie quasi sempre al completo, con una media di 310 finisher per gara contro i 260 dell’anno precedente. Dal 2015 gli eventi di trail sono triplicati, anche se il trail non è certo una disciplina nuova.
La distanza dei 10 km resta il riferimento per peso nel mercato degli eventi running: nel 2025 si sono disputate 1.320 gare su questa distanza, con un milione di risultati. Il valore economico dei pettorali ha raggiunto 132 milioni di euro in Francia. Questo entusiasmo genera anche delusione: il 62% degli intervistati dichiara di aver avuto difficoltà a trovare un pettorale. Uno dei grandi progetti della FFA è rendere più fluidi i rapporti con gli organizzatori, sostenere le realtà più piccole e accompagnare meglio questi attori essenziali, ascoltandone maggiormente le esigenze.
La professionalizzazione dei runner amatoriali
Allenamento, potenziamento muscolare e stile di vita, a cui l’81% dei 25-34enni dedica particolare attenzione, emergono come aspetti fondamentali per gli amatori che vogliono migliorare le proprie prestazioni. La ricerca dei margini di miglioramento non riguarda più soltanto l’élite: anche per gli amatori conta la «volontà di fare le cose bene». Quasi il 40% degli intervistati ritiene inoltre che le scarpe siano decisive in questo percorso.
Un mercato estremamente solido
Nel 2025 il mercato del running è cresciuto di oltre il 20%. Si avvicina agli 1,5 miliardi di euro, di cui 800 milioni per le scarpe e 400 milioni per abbigliamento e accessori.
Una progressione impressionante in un mercato globale dello sport e del tempo libero piuttosto stagnante, che lo scorso anno ha registrato un calo dello 0,3%. Il running, invece, è cresciuto del 17%, per la prima volta in quindici anni. «In un contesto economico difficile, il running sovraperforma, con più runner, più giovani, più coinvolti e più propensi a spendere», osserva Virgile Caillet. La tendenza dovrebbe continuare a crescere con una certa regolarità nei prossimi anni, sostenuta da prospettive particolarmente positive.
Anche la nutrizione è un settore seguito con attenzione, grazie al suo forte dinamismo e al ruolo che ricopre nella professionalizzazione dei runner. Sul mercato sono sempre più presenti nuovi marchi di abbigliamento e operatori specializzati nei prodotti a compressione, così come i prodotti tecnologici, a partire dagli smartwatch.
Nel 2025 la spesa media, esclusi i pettorali, è stata di 550 euro, di cui 142 destinati alle scarpe. Questa dinamica non sembra destinata a rallentare: due intervistati su tre affermano di voler mantenere o aumentare nel 2026 le proprie spese dedicate al running.
La corsa continua a guadagnare popolarità grazie a un movimento più giovane, più femminile e più consapevole del proprio modo di praticare. Il running si impone sempre più come un vero fenomeno sociale.