Mondiali di Tokyo: Jimmy Gressier conquista uno straordinario oro nei 10.000 metri

Dorian Vuillet
Da Dorian Vuillet

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Mondiali di Tokyo: Jimmy Gressier conquista uno straordinario oro nei 10.000 metri
© STADION-ACTU

Jimmy Gressier ha scritto la storia a Tokyo, diventando il primo francese campione del mondo dei 10.000 metri. A 28 anni, il ragazzo di Boulogne-sur-Mer ha domato i favoriti africani con un finale da antologia, regalando all’atletica francese la prima medaglia di questi Mondiali. Incredibile.

La sua vittoria nella Diamond League sui 3000 metri non era stata un caso. Al termine di una gara gestita alla perfezione dall’inizio alla fine, Jimmy Gressier è andato a conquistare il titolo mondiale dei 10.000 metri, domenica pomeriggio a Tokyo. Un’impresa leggendaria per il ragazzo di Boulogne-sur-Mer, che ha vinto la gara più importante della sua carriera… fino a quel momento. A volte la storia si scrive in un respiro. Quel respiro è quello di un francese lanciato a tutta velocità sul rettilineo finale di una gara ormai entrata nella leggenda. Il fondista del Nord è sbucato alle spalle dei favoriti africani e si è preso allo sprint il titolo mondiale in 28'55"77. Una vittoria da togliere il… fiato, davanti all’etiope Yomif Kejelcha (28'55"83) e allo svedese Andreas Almgren (28'56"02).

🗼 #WCHTokyo25 | 🚨 CAMPIONEEEE DEL MONDOOOOO 🇫🇷

Ma cosa ha appena combinato?? Jimmy Gressier è CAMPIONE DEL MONDO dei 10.000 metri! ECCEZIONALE 🤩

📺 La diretta: https://t.co/qEolLTnYnt pic.twitter.com/eWDKVLoINq

— francetvsport (@francetvsport) 14 settembre 2025

« È il sogno di un bambino diventato realtà, raccontava Gressier dopo la sua vittoria sensazionale. Ho sempre creduto che un atleta, una volta messo piede in pista, possa fare grandi cose. È ciò che ha caratterizzato la mia carriera. Forse qualcuno aveva dubitato di me verso la fine, ma io ho sempre creduto in me stesso. Avevo detto che sarei venuto qui per una medaglia. Sul rettilineo finale sono passato in terza posizione, poi in seconda, e infine è arrivato l’oro. Jakob (Ingebrigtsen) mi aveva detto che mi allenavo troppo duramente. Ho apportato alcune modifiche alla preparazione per essere più controllato. Avevo molta forza mentale per l’ultimo giro e oggi mi ha aiutato. » Con questo titolo mitico, l’atleta di 28 anni regala alla delegazione francese la prima medaglia di questi Mondiali, eguagliando già il bottino delle ultime due edizioni: l’argento della staffetta 4×400 metri a Budapest nel 2023 e l’oro di Kevin Mayer nel decathlon a Eugene nel 2022. Nella notte di Tokyo, il ragazzo del Nord non ha corso soltanto per il tempo. Ha corso per la storia. E l’ha raggiunta.

Una gara tattica, poi il caos

Fin dalla partenza di una gara sui 10.000 metri impostata a ritmo da senatori, i pezzi grossi si erano fatti vedere: Grant Fisher (8º in 28'57"85) e Oscar Chelimo (18º in 29'28"66) davanti, Selemon Barega (6º in 28'57"21) ad accendere la miccia a 1600 metri dall’arrivo, i giapponesi Jun Kasai e Mebuki Suzuki galvanizzati dal pubblico ma rispettivamente solo 22º e 20º al traguardo. Eppure, il passaggio di Jimmy ai 5000 metri in 15'10 lasciava presagire un ritmo fasullo, ideale per i corridori pazienti. In questo scenario, il francese restava in agguato, discreto ma sempre ben piazzato. Ai 7000 metri era nelle prime posizioni con l’americano Grant Fisher e lo svedese Andreas Almgren, prima di rientrare nel ventre del gruppo per prendere fiato senza perdere il contatto. Quando lo scandinavo e gli americani hanno alzato il ritmo agli 8000 metri, il francese ha risposto senza mai cedere.

Il momento decisivo: Barega ci crede, Jimmy spunta fuori

A due giri dalla fine, Gressier si ritrova terzo, incollato alle spalle di avversari più esperti in questo tipo di finale. Barega e soprattutto uno dei favoriti della vigilia, Berihu Aregawi (12º, 29'02"02), riprendono il comando poco prima della campana, Kejelcha aspetta, Almgren stringe i denti. Sembra di assistere all’ennesima dimostrazione africana. Ma il rettilineo finale riscrive il copione: Aregawi rallenta e crolla completamente. Jimmy vede uno spiraglio e lancia la sua accelerazione decisiva. In uno sprint da antologia, rosicchia terreno a Kejelcha, resiste al ritorno di Almgren e taglia il traguardo al comando, con sei centesimi di vantaggio sul vicecampione del mondo dei 5000 metri. Lo stadio esplode e la Francia ritrova un campione del mondo dell’atletica. Finalmente.

Il trionfo di un ragazzo del Nord dal cuore immenso

A 28 anni, il ragazzino di Boulogne-sur-Mer firma una delle più grandi prestazioni della sua carriera. Già primatista francese dei 5000 e dei 10.000 metri, nonché detentore del record europeo dei 5 km su strada (12'57), Gressier aveva iniziato il 2025 con una vittoria ai Campionati europei di mezza maratona di Bruxelles. Dopo un ottimo raduno finale a Font-Romeu, era arrivato a Tokyo con grandi ambizioni. Si sono trasformate in oro. Storico.

Un titolo storico per l’Europa… e per la Francia

Con questa vittoria, Jimmy Gressier diventa:

➜ Il primo francese campione del mondo dei 10.000 metri,

➜ Il terzo europeo in assoluto a conquistare l’oro sulla distanza, dopo Alberto Cova (1983) e Mo Farah (2013, 2015, 2017),

➜ La 12ª medaglia d’oro della storia della Francia ai Campionati del mondo, tra gare individuali e staffette,

➜ Il 9º campione del mondo francese in una gara individuale dopo Marie-Jo Pérec (due volte), Stéphane Diagana, Eunice Barber (due volte), Ladji Doucouré, Teddy Tamgho, Pierre-Antoine Bosse, Yohann Diniz e Kevin Mayer (due volte).

In un contesto segnato dall’assenza del re Joshua Cheptegei, che ha scelto di preparare la Maratona di Amsterdam, Jimmy Gressier ha saputo cogliere la sua occasione. Ma non si è limitato ad approfittare delle circostanze: ha tenuto il ritmo, dominato lo sprint e dimostrato di appartenere ormai all’élite mondiale del fondo.

E adesso? Nel mirino ci sono i 5000 metri?

Tredicesimo (26'58"67) sulla stessa distanza ai Giochi Olimpici di poco più di un anno fa, Jimmy Gressier si è preso la rivincita sugli scettici e ha appena compiuto un salto di livello decisivo. Lui, che ripeteva di voler « entrare stabilmente nella top 8 mondiale », ci è riuscito con fragore. Questa medaglia d’oro apre nuove prospettive: puntare ad altri titoli, perché no, sognare un podio olimpico e soprattutto incarnare il rinnovamento del mezzofondo francese. Un’altra impresa domenica prossima sui 5000 metri? Prima dovrà superare le batterie, in programma venerdì 19 settembre alle 13:05 (ora francese). Ma adesso nulla è impossibile.